I pediatri: “Ingiusto negare assistenza ai bambini irregolari”

Milano – Chiudere le porte dell’assistenza specialistica pediatrica ai figli degli stranieri irregolari significa anche dare il via a sempre più accessi inappropriati al pronto soccorso e a una minore sorveglianza epidemiologica. A sostenerlo è l’Associazione Culturale Pediatri, che ribadisce il proprio impegno “per un diritto alla salute universale”. Il consiglio regionale della Lombardia, ricorda un comunicato dell’ACP, ha recentemente respinto una mozione presentata dal Patto Civico (primo firmatario Umberto Ambrosoli), per chiedere il riconoscimento “dell’assistenza sanitaria di base anche per i minori non regolari con l’attribuzione del pediatra di libera scelta e l’erogazione di determinate prestazioni sanitarie per i figli di immigrati extracomunitari senza permesso di soggiorno”. La bocciatura, secondo l’associazione, “stride con i principi di base dell’assistenza e del diritto alla salute nel nostro Paese, ma è in contrasto ancora maggiore con il buon senso: senza prevenzione e profilassi, i bambini non assistiti svilupperanno patologie più gravi e riempiranno i nostri già intasatissimi pronto soccorsi. Gli stranieri irregolari spesso vivono in condizioni precarie, i loro figli senza regolari vaccinazioni e senza una corretta assistenza specialistica sono più esposti a contrarre malattie”. Ai pediatri Acp “non interessa entrare nel merito politico della questione, ma di intervenire in una situazione di inaccettabile discriminazione nell’assistenza medica che è presente in Lombardia e in molte altre Regioni italiane a danno dei più fragili: i bambini più disagiati, perché figli di migranti irregolari. Sulla loro difficile vita si abbatte anche un’ulteriore ingiustizia: non avere accesso alle cure pediatriche specialistiche”.