da uno dei nostri inviati
Lampedusa – “Questo incontro segnerà la vita della diocesi di Agrigento, della Chiesa, del mondo intero”. Dalla Chiesa di San Gerlando, don Filippo Barbera prepara con queste parole la visita a Lampedusa di Papa Francesco, la prima di un pontefice nell’Isola delle Genti. Non è lui il parroco della più grande isola delle Pelagie: don Filippo è l’arciprete di Santa Margherita Belice, ma anche lui, come l’intera Diocesi agrigentina, è corsa a Lampedusa per sostenere lo sforzo di don Stefano Nastasi e dei suoi parrocchiani, sorpresi dal miracolo di una visita papale a lungo desiderata, costruita in appena una settimana.
Padre Barbera ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica delle 11 di questa mattina, solitamente riservata al parroco don Stefano, che concelebrerà alle 19 di oggi insieme all’arcivescovo di Agrigento mons. Francesco Montenegro.
“Il successore di Pietro, pastore delle Chiesa universale – ha detto padre Barbera nell’omelia – viene a confermarci nella fede come Gesù fece con Pietro”.
“E’ la vigilia di un grande giorno” ha proseguito il sacerdote e citando Papa Benedetto XVI ha aggiunto: “Il Vangelo non si propaganda, non si reclamizza, il Vangelo ci contagia attraverso la testimonianza. E a noi cattolici ci chiede di essere coerenti, contenti e convinti”.
Parole chiare che don Barbera legge alla luce della recente enciclica Lumen Fidei: “Papa Francesco ci dice che l’uomo di fede non è arrogante e non impone la sua fede, ma bussa ai nostri cuori. Per questo vediamo il mondo anche attraverso i suoi segni: dalla crisi di cui parlano oggi i giornali vediamo una spinta verso la povertà. Papa Francesco ci insegna che Povertà significa un uso saggio e giusto verso i nostri fratelli dei beni di questo mondo, nella ricerca dei Beni del cielo”. (Nino Arena)



