da uno dei nostri inviati
Lampedusa – Quando domattina Papa Francesco atterrerà, Lampedusa avrà finalmente la certezza di essere entrata nella storia dalla porta principale: questa volta sì, dopo avere sommessamente aperto per decenni le porte del cuore e delle case ai migranti in fuga quando il resto dell’Italia li respingeva. A rompere il silenzio su questa opera profetica che rende fratelli i lampedusani e i migranti del Sud del mondo, è il Papa venuto dall’altra parte del mondo. “Che Lampedusa sia la meta della prima visita del Papa fuori della Diocesi romana è un evento storico non solo per la Chiesa universale, ma anche per la società civile – ha spiegato in conferenza stampa mons. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della fondazione Migrantes – da Agrigento, 20 anni fa un altro Papa, Giovanni Paolo II lanciò il suo grido contro la violenza e la mafia, a distanza di venti anni Papa Francesco lancerà un messaggio altrettanto importante: se si vuole cambiare il mondo bisogna ripartire dagli ultimi”.
“A voi della stampa – ha proseguito il presule – faccio un invito, non parlate più di emergenza per un fenomeno come quello dell’immigrazione, è una storia che nessuno può fermare e che appartiene anche a noi non solo perchè siamo stati e siamo migranti. Quando c’è un giocatore o un cantante dalla pelle nera lo apprezziamo e paghiamo per vederlo, se con sè porta povertà – chiede amaramente mons. Montenegro – perchè dobbiamo chiudere gli occhi di fronte a lui?”.
“Questi sono giorni – ha spiegato il sindaco Giusy Nicolini – vissuti con un’emozione straripante, un’emozione che abbiamo trasformato in energia. Cosa si prova quando ti dicono viene il Papa? E’ straordinario il fatto che voglia iniziare da Lampedusa il suo viaggio pastorale nel mondo, ma l’annuncio ci ha gettati nel panico. Un panico che abbiamo superato grazie a lui, al fatto che abbia scelto la semplicità e la povertà e allora la macchina organizzativa si è messa in moto per il Papa e tutti abbiamo capito che sarebbe stato molto semplice e così è stato grazie al lavoro in sinergia con la curia, la parrocchia, la
protezione civile, la regione e la prefettura. Grazie ai tanti lampedusani che volontariamente stanno partecipando realizzando questo grande evento a costo zero”.
protezione civile, la regione e la prefettura. Grazie ai tanti lampedusani che volontariamente stanno partecipando realizzando questo grande evento a costo zero”.
“E’ stata una visita tanto desiderata – ha affermato padre Stefano Nastasi, parroco dell’isola – desiderata da anni e possibile ora perché il piano della Provvidenza ha previsto che venisse adesso. Tutto è nato dalla lettera affidata alla Fondazione Migrantes il 19 marzo. Era indirizzata a Papa Francesco perché sentisse vicino il cuore del Mediterraneo. A maggio, poi il nostro arcivescovo mons. Montenegro ha incontrato il Papa nella visita ad limina dei vescovi siciliani e per due volte hanno parlato di Lampedusa rinnovando l’invito a visitare Lampedusa. Una settimana fa l’annuncio. Tutto, tutto – insiste don Stefano – ha un pronto significato, anche rispetto al tempo breve della nostra fragilità e di quella dell’isola. La comunità è comunque pronta a ricevere il pontefice, con il cuore e spero che questa visita faccia capire che è necessario riabilitare la dignità dei migranti ma anche dei lampedusani che hanno fatto di Lampedusa una piattaforma della speranza”. (Nino Arena)



