Roma – “Per fortuna, c’è una distanza tra il Paese reale e il mondo della politica, in riferimento alla sensibilità su alcuni temi che riguardano il mondo dell’immigrazione”. Lo ha affermato mons. Giancarlo Perego, Direttore della Fondazione Migrantes alla Radio Vaticana. E questa distanza, ha evidenziato, è confermata dai sondaggi relativi al voto agli immigrati (favorevole oltre il 75% degli italiani) e alla cittadinanza (più del 70%). Ma si vede anche, ha aggiunto, “dalla crescita di un rispetto sempre maggiore e di una convivenza pacifica che oggi avviene nelle nostre scuole, nei nostri ritrovi, nelle nostre comunità. Quindi ci si augura che sempre di più anche il mondo della politica capisca come soltanto nel rispetto e nella crescita di una relazione tra le diverse persone che provengono da 198 nazionalità diverse, cresce il nostro Paese e si sviluppa anche l’Italia. Diversamente, la contrapposizione, la lotta che passa anche attraverso un linguaggio che certamente non è corretto e rispettoso, non aiuta a crescere il Paese di domani”. Un primo passo per attuare il messaggio lanciato da Papa Francesco una settimana fa a Lampedusa, per il Direttore di Migrantes, può essere “lavorare effettivamente perché anche i mezzi di comunicazione sociale, i diversi luoghi educativi, la scuola aiutino a non essere indifferenti di fronte al fenomeno dell’immigrazione. Ma anche di fronte ad alcuni fatti come ad esempio i continui sbarchi, la primavera e le primavere arabe che continuano a sollecitarci su un cambiamento che sta avvenendo al di là del Mediterraneo. Serve poi lavorare maggiormente perché la cooperazione sia internazionale e sia uno degli strumenti non sacrificati come avviene oggi, ma uno dei più importanti per essere vicini a questo fenomeno di sfruttamento e di tratta degli esseri umani, per una protezione sempre più sociale e internazionale”.



