Saluzzo: aperto il primo campus per braccianti

Saluzzo – È stato inaugurato a Saluzzo il primo dei tre campus per l’ospitalità dei lavoratori immigrati impegnati nella raccolta della frutta. Dotato di tutti i comfort, compresa la cucina, offre anche una serie di servizi affidata a personale specializzato: dall’assistenza sanitaria e psicologica a quella per la prima accoglienza, presente anche un mediatore spirituale. L’iniziativa, promossa dagli imprenditori agricoli della Coldiretti locale e affidata in gestione a cooperative sociali, è stata realizzata nella capitale piemontese della frutta per contribuire a far fronte alla situazione di emergenza umanitaria legata alla raccolta, tra giugno e ottobre, di pesche, susine, mele e pere e dimostrare in modo concreto la solidarietà degli italiani nei confronti dei migranti che contribuiscono in modo determinante allo sviluppo dell’agricoltura e dell’alimentare doc. Gli altri due campus, tutti destinati come quello appena inaugurato ai lavoratori immigrati assunti cui le aziende agricole associate non possono fornire l’alloggio, saranno realizzate sempre in provincia di Cuneo, a Lagnasco e Verzuolo. Le aree sono state messe a disposizione dalle amministrazioni comunali, con il contributo della Camera di Commercio e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Sono oltre trecentomila gli immigrati impiegati nelle campagne italiane, dalle stalle in cui si munge il latte per il parmigiano Reggiano dove quasi un lavoratore su tre è indiano all’Abruzzo dove è elevata la presenza di pastori macedoni, decisivi anche nella raccolta delle pesche in Piemonte, delle mele della Val di Non, nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala o nella raccolta delle uve destinate al Brunello di Montalcino. (Avvenire)