Malta: quattrocento alloggi per i migranti a Malta

La Valletta – “Il mondo deve essere consapevole della realtà migratoria ed è obbligo di ciascuno dare il proprio contributo, secondo le proprie possibilità”: lo ha sottolineato all’agenzia Sir, Alfred Vella, incaricato della Commissione per gli emigranti, organismo che per conto della Chiesa locale dà sostegno a coloro che cercano nuovi orizzonti di speranza. “Il nostro ufficio — afferma Vella — è sempre aperto per rispondere alle loro richieste”. La Commissione è nata negli anni Cinquanta del secolo scorso per offrire assistenza ai maltesi che emigravano all’estero, ma due decenni dopo l’organismo ha poi iniziato a occuparsi dei migranti che giungevano sull’isola. Attualmente, nonostante le ondate migratorie sempre più intense e le difficoltà per garantire a tutti gli stranieri un aiuto adeguato, la Chiesa maltese riesce a fronteggiare l’emergenza grazie a una rete di 400 alloggi. Vella osserva in un’intervista che l’affermazione di Papa Francesco, pronunciata in occasione della visita a Lampedusa, sulla «globalizzazione dell’indifferenza» è “giunta al momento giusto”. Il responsabile della Commissione per gli emigranti fa poi appello all’Unione Europea, affinché metta in campo interventi di solidarietà. “Chi ha necessità — spiega Vella — viene da noi, poi assieme all’agenzia del Governo valutiamo chi è più vulnerabile e diamo loro una sistemazione, secondo le nostre possibilità”. Tuttavia, aggiunge, “i numeri degli immigrati che giungono a Malta sono esorbitanti rispetto alla popolazione locale e alle nostre possibilità. Solo quest’anno ne sono già arrivati in più di un migliaio: possono sembrare pochi, ma sarebbe come se in Italia ne fossero sbarcati un milione”. Nel concludere, Vella rilancia l’appello evidenziando che “i Paesi del Sud non possono essere lasciati soli nell’affrontare la questione dei rifugiati politici e di quanti giungono sulle nostre coste in cerca di una vita migliore: è un impegno che va condiviso da tutti i Paesi aderenti all’Unione Europea”.