GMG: “Benvenuto” Papa Francesco

Rio de Janeiro – Come fu a Madrid, durante la veglia a Cuatro Vientos, così pure a Rio la pioggia e il vento hanno sferzato i giovani, che però non si sono fatti attendere alla cerimonia di benvenuto per papa Francesco. E lui, appena arrivato dopo aver percorso il lungomare di Copacabana ricambiando calorosamente ogni saluto, ha detto loro: “Ho sempre sentito dire che i carioca non apprezzano il freddo e la pioggia. Ma voi state dimostrando che la vostra fede è più forte. Complimenti, siete dei veri messaggeri. Vedo in voi la bellezza del volto giovane di Cristo”. Il Papa è stato salutato da cinque giovani, uno per ogni continente, dopodiché ha preso la parola mostrando un’attenzione tutta speciale alle persone: ha ricordato “il tragico incidente nella Guyana francese in cui ha perso la vita la giovane Sophie Morinière, e altri giovani sono stati feriti”; poi il papa emerito Benedetto XVI, al quale ha fatto inviare un “forte saluto e un forte applauso”, ricordando di avergli chiesto “di accompagnarci con le sue preghiere e lui in questo momento ci sta guardando”. Papa Francesco ha quindi incentrato il suo discorso su tre parole: fede, speranza e amore. Le ha fatte ripetere ai giovani arringandoli dal palco: “bota fè, esperanza, amor”, “metti fede, speranza e amore”. E ha spiegato: “‘Metti Cristo’ nella tua vita, riponi in Lui la tua fiducia e non sarai mai deluso! Vedete cari amici, la fede compie nella nostra vita una rivoluzione che potremmo chiamare copernicana, perché ci toglie dal centro e lo ridona a Dio; la fede ci immerge nel suo amore che ci dà sicurezza, forza, speranza”. “Anche tu – ha concluso, rivolto sempre al milione di giovani in piazza – caro giovane, cara giovane, puoi essere un testimone gioioso del suo amore, un testimone coraggioso del suo Vangelo per portare in questo nostro mondo un po’ di luce”. Vivere e testimoniare la fede senza sconti, senza “edulcorarla”, è in fondo ciò che ha detto nella tarda mattinata di ieri (le 17.30 italiane) ai giovani argentini accorsi in massa alla cattedrale, affollando anche tutti gli spazi circostanti per incontrare il “loro” Papa. La Chiesa e i cristiani, ha detto, devono “uscire” per le strade del mondo portando la testimonianza di una fede che deve “disturbare” e non va “annacquata”. E se la GMG è un richiamo alla fede, un’occasione per avvicinare i lontani, rappresenta pure in un certo senso un mandato per essere missionari nei luoghi della propria vita. Facendosi accompagnare sempre dalla speranza e dimostrando di essere una generazione non solo giovane ma “forte e solida”. (Da Rio de Janeiro Francesco Rossi)