Immigrati come risorsa: un accordo tra sindacati e Confindustria in Lombardia

Monza – Con 71mila cittadini stranieri (di cui 6mila irregolari), la Brianza è uno dei territori lombardi che ospita il maggior numero di immigrati. Un numero che pare destinato ad aumentare nei prossimi anni. Nonostante la crisi, infatti, il fabbisogno di manodopera straniera per le imprese e per le famiglie (badanti e collaboratrici domestiche) è in aumento. Per questo motivo, Confindustria Monza e Brianza e Cgil,Cisl e Uil provinciali, hanno firmato ieri un accordo quadro con l’obiettivo di sviluppare politiche congiunte di accoglienza, utili per l’immigrato, per l’azienda e per l’intera collettività. L’accordo, che riguarda i diritti di cittadinanza, la formazione e la flessibilità, troverà i suoi primi effetti già a partire dal mese di settembre, quando i rappresentanti sindacali inizieranno a proporre le novità scaturite dall’accordo sui posti di lavoro. Si prevedono, ad esempio, agevolazioni per tutti i lavoratori al fine di svolgere gli adempimenti religiosi (ad esempio il Ramadan) o per poter raggiungere il luogo d’origine, attraverso una maggior attenzione alla concessione delle ferie e dei permessi in determinati periodi dell’anno. Anche nelle mense si dovrà tenere conto dei precetti religiosi dei dipendenti.

Viste le maggiori incombenze a livello burocratico dei lavoratori extracomunitari (permessi di soggiorno, ecc.), le aziende cercheranno di far circolare le corrette informazioni e di mettere a disposizione la documentazione necessaria, in modo da far perdere meno tempo possibile ai dipendenti. Le aziende si occuperanno inoltre della formazione dei propri dipendenti, possibilmente attraverso materiale in lingua. Sarà infine definito un codice etico antidiscriminatorio che potrà essere promosso e diffuso nelle aziende. «I principi sanciti dall’accordo siglato oggi, potranno costituire un riferimento utile per le aziende nell’ambito della contrattazione di secondo livello – ha commentato Massimo Manelli, Direttore generale di Confindustria Monza e Brianza –.

Migliorare la qualità della vita di queste persone significa creare stabilità e benefici anche per le imprese del territorio».

«Era necessario dare risposte concrete a bisogni con cui ci scontriamo tutti i giorni ai nostri sportelli e nelle fabbriche – ha spiegato Marco Viganò, Segretario della Cisl di Monza -. Si tratta di un accordo concreto, non buonista, ma che risponde alle esigenze di un mondo sempre più globalizzato». (Tino Radaelli)