Da Rio de Janeiro – A destra lo sciabordio delle onde dell’Oceano Atlantico, lungo il litorale una moltitudine di giovani e maxischermi a perdita d’occhio fino al palco. Se un milione erano i presenti, giovedi’, alla cerimonia di benvenuto per Papa Francesco, altrettanti se non di piu’ sono coloro che hanno partecipato, ieri sera a Rio, alla Via Crucis con il Pontefice lungo la spiaggia di Copacabana.
Oltre 500 gli interpreti delle 14 stazioni, che hanno posto l’attenzione sui drammi dell’uomo di oggi. All’ultimo, la preghiera per i cinque Continenti: “Per l’Europa dell’Est perche’ sia segnata dalla pace e dal rispetto della liberta’ religiosa”; per l’Europa “perche’ superi l’onda aggressiva del secolarismo”, per l’Africa, “affinche’ superi la violenza e costruisca una Chiesa come famiglia”; per l’America del Nord “perche’ sappia riconoscere quelle culture che non provengono dal Vangelo”; per l’America Latina “affinche’ vinca la violenza e l’ingiustizia”; per l’Asia, “affinche’ la minoranza cristiana sia presente e feconda anche quando e’ perseguitata”; per l’Oceania “perche’ sia impegnata sempre piu’ nell’annuncio del Vangelo”.
Se, in fondo al lungomare, era inevitabile un po’ di rumore, con gruppi in movimento, man mano che si procedeva lungo i quattro chilometri fino al palco il clima si faceva sempre piu’ raccolto, con capannelli in preghiera persino attorno alle tv dei chioschi.
Al termine, le parole di papa Francesco, partite da tre domande: “Che cosa avete lasciato nella Croce voi, cari giovani del Brasile, in questi due anni in cui ha attraversato il vostro immenso Paese? E che cosa ha lasciato la Croce di Gesu’ in ciascuno di voi? E, infine, che cosa insegna alla nostra vita questa Croce?”. “Gesu’, ha proseguito il Papa nella sua riflessione, “con la sua Croce percorre le nostre strade per prendere su di se’ le nostre paure, i nostri problemi, le nostre sofferenze, anche le piu’ profonde. Con la Croce Gesu’ si unisce al silenzio delle vittime della violenza, che non possono piu’ gridare, soprattutto gli innocenti e gli indifesi; con essa, Gesu’ si unisce alle famiglie che sono in difficolta’, che piangono la perdita dei loro figli, o che soffrono nel vederli preda di paradisi artificiali come la droga; con essa, Gesu’ si unisce a tutte le persone che soffrono la fame in un mondo che ogni giorno getta via tonnellate di cibo; con essa, Gesu’ si unisce a chi e’ perseguitato per la religione, per le idee, o semplicemente per il colore della pelle; in essa, Gesu’ si unisce a tanti giovani che hanno perso la fiducia nelle istituzioni politiche perche’ vedono egoismo e corruzione o che hanno perso la fede nella Chiesa, e persino in Dio, per l’incoerenza di cristiani e di ministri del Vangelo”.
Papa Francesco ha nuovamente invitato ad affidarsi a Gesu’ e ha ricordato come la Croce da piu’ di cinque secoli sia piantata “nella storia, nel cuore e nella vita del popolo brasiliano e non solo”. Poi ha scosso la folla, ricordando che “tanti volti hanno accompagnato Gesu’ nel suo cammino verso il Calvario: Pilato, il Cireneo, Maria, le donne” e chiedendo: “Voi, chi volete essere? Volete essere come Pilato che non ha il coraggio di salvare Gesu’?” Un “no” corale si e’ levato da un milione di giovani, risposta al Papa e segno di un impegno da portare oltre la Gmg, “contagiati” dall’amore di Cristo e attenti a “guardare sempre l’altro con misericordia e amore”.
Come chiede il Papa, come chiede il Vangelo (Da Rio de Janeiro Francesco Rossi)
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