APCE: rom e sinti discriminati “ancora prima di nascere”

Roma – “La discriminazione nei confronti dei rom in Europa inizia ancor prima di nascere, a causa della mancanza di un‘adeguata assistenza sanitaria prenatale e materna”. A denunciarlo è Nursuna Memecan (Turquie (Turchia), rapporteur dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d‘Europa (Apce), presentando il report “Porre fine alla discriminazione contro i bambini rom”. Una discriminazione che, precisa, “troppo spesso li accompagnerà tutta la vita, a causa della scarsa assistenza sanitaria infantile, della loro condizione di apolidi, della povertà, di condizioni abitative inadeguate, disparità di accesso all‘istruzione o al lavoro, e maggiore rischio di essere sottoposti a bullismo, violenza e tratta”. “La metà della popolazione rom in Europa è inferiore ai 18 anni di età”, avverte la rapporteur; per questo “diventa ancora più urgente” garantire a questi bambini “condizioni di vita paritarie fin dalla nascita”. “Più integrati nella società, potranno essere ponte per promuovere la tolleranza e la diversità nel continente. Partecipando alla vita politica e sociale, potranno contribuire a migliorare la situazione dei rom e delle altre comunità svantaggiate in Europa”, conclude. Dal 22 al 26 aprile si terrà a Strasburgo la plenaria APCE. Al suo interno, il 23 aprile si svolgerà un dibattito sul tema.