Roma – Una delegazione dell’Unione delle camere penali italiane ha visitato ieri il Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, a Roma, per verificare le condizioni della struttura dove attualmente sono trattenuti 67 uomini e 44 donne. “Anche nei centri come questo di Roma o come quello di Milano dove la situazione è meno drammatica che altrove, salta subito agli occhi l’assurdità di un sistema in cui la compressione di diritti fondamentali risulta aggravata da tempi di permanenza ingiustificati e ingiustificabili. Col risultato – hanno dichiarato i penalisti al termine della visita – di trasformare quello che dovrebbe essere un trattenimento limitato nel tempo in vera e propria detenzione”. A detta della delegazione i centri sono “strutture detentive a pieno titolo, con tanto di sbarre, dove uomini e donne si trovano a scontare una pena senza reato e senza le garanzie che il circuito carcerario pure fornisce ai detenuti; senza nessuna possibilità di svolgere una qualche occupazione, ma soprattutto senza sapere quando usciranno”. L’Unione delle camere penali ha intrapreso una campagna nazionale di visite ispettive nei Centri di identificazione ed espulsione. Dopo aver visitato le strutture di Gradisca d’Isonzo, Milano e Ponte Galeria, il prossimo 17 aprile i penalisti saranno in quella di Crotone. (Avvenire)



