Bruxelles – Una nuova proposta della Commissione europea intende facilitare l’ingresso e la residenza in Ue per periodi superiori ai tre mesi per studenti, ricercatori e altri gruppi provenienti da Paesi non appartenenti all’Ue. La nuova normativa imporrà alle autorità nazionali tempi più rigidi per decidere sulle richieste dei migranti (non più di 60 giorni), garantirà maggiori opportunità per accedere al mercato del lavoro durante la residenza dei migranti sul suolo europeo e favorirà una maggiore mobilità all’interno dell’Ue stessa. In un comunicato della Commissione europea così si spiega il provvedimento: “L’Ue ha bisogno di attrarre studenti e ricercatori talentuosi anche non europei che possano contribuire alla nostra crescita e competitività con le loro conoscenze e abilità […] Ciononostante, troppi di loro affrontano cavilli burocratici non necessari che rendono molto difficile l’ottenimento di un visto studentesco o di un permesso di residenza; le procedure sono lunghe e spesso non chiare”. “Dobbiamo rimuovere gli ostacoli che impediscono all’Ue di essere aperta a nuovi talenti. La mobilità è indispensabile per la crescita economica attraverso la circolazione di conoscenze e idee”, aggiunge Cecilia Malmström, commissario europeo per gli Affari interni. La proposta della Commissione dovrà ora essere vagliata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, con la speranza che possa entrare in vigore nel 2016.



