Washington – La Conferenza Episcopale negli Stati Uniti ha accolto con favore l’introduzione per l’esame e l’approvazione al Congresso di Washington di un disegno di legge bipartisan che prevede una riforma del sistema che regola l’ingresso e la permanenza degli stranieri sul territorio nazionale. Si tratta di un’intesa promossa da otto senatori repubblicani e democratici, con la quale si offrono delle indicazioni fondamentali che, secondo gli auspici, potrebbero consentire in tempi “brevi” di giungere al varo di una nuova legge sull’immigrazione. In particolare, la normativa consentirà a milioni di immigrati irregolari che vivono negli Stati Uniti di poter accedere all’iter burocratico verso la cittadinanza. In un comunicato, l’arcivescovo di Los Angeles e Presidente della Commissione sulla migrazione della Conferenza Episcopale, José Horacio Gómez, “accoglie con favore l’introduzione della proposta di legge al Senato”, assicurando al contempo il sostegno dell’episcopato al Congresso di Washington, affinché venga approvata una riforma “che rispetti i diritti fondamentali e la dignità dei nuovi arrivati nella nostra terra, migranti, rifugiati e altre persone vulnerabili”. Il presule ha anche puntualizzato che, una volta esaminata in maniera approfondita la proposta di legge, la Conferenza episcopale si riserverà di individuare i miglioramenti da apportare al testo, in coerenza con i principi di riforma ispirati per decenni dall’episcopato. “Mi congratulo con i senatori che hanno presentato la proposta”, sottolinea monsignor Gómez, i quali ha aggiunto “hanno dimostrato leadership e coraggio con il loro sforzo”. E aggiunge: “Cercheremo di lavorare in modo costruttivo con loro e gli altri membri del Congresso, al fine di migliorare la loro proposta, apportando se necessario dei miglioramenti, in modo che qualsiasi legge finale crei un sistema immigratorio che ristabilisca lo stato di diritto in modo umano e giusto”. Nel concludere, il presule ricorda anche quanto indicato nella lettera pastorale congiunta dei vescovi di Stati Uniti e Messico dal titolo Strangers no longer together on the journey of hope, pubblicata il 22 gennaio 2003. Nella lettera si auspicavano una serie di interventi: tra questi, a esempio, la possibilità di prevedere per gli immigrati irregolari un percorso verso la cittadinanza; la tutela delle famiglie, in particolare per quanto concerne i ricongiungimenti; la tutela dei lavoratori. Nel testo si ricordava che “la dottrina cattolica ha una lunga e ricca tradizione nella difesa del diritto di migrare. Fondata sulla vita e gli insegnamenti di Gesù, la dottrina della Chiesa ha fornito la base per lo sviluppo di principi fondamentali riguardanti il diritto di migrare per coloro che cercano di esercitare i diritti umani che sono stati dati loro da Dio”. L’impegno della comunità cattolica, si sottolinea, è affinché “il vostro sia veramente un viaggio di speranza, non di disperazione, così che, al punto di arrivo, possiate sperimentare di non essere più stranieri, ma invece membri della famiglia di Dio”. Da lungo tempo si susseguono serrati gli interventi dei vescovi sulla questione immigratoria. Nello scorso mese di marzo, sempre l’arcivescovo Gómez, aveva ribadito che la riforma del sistema che regola i flussi immigratori negli Stati Uniti è “la questione più urgente in tema di diritti civili”. Una questione legata al rispetto delle stesse leggi fondamentali della nazione, ha puntualizzato: “Il ‘credo’ americano — ha ricordato monsignor Gómez — si basa sull’insegnamento biblico che la vita umana è sacra e ha una grande dignità, perché Dio ha fatto gli uomini a sua immagine. Esso si esprime in questo modo nella Dichiarazione di Indipendenza”. (Osservatore Romano)



