Roma – Nell’ambito dell’ultimo decreto flussi è prevista una “corsia preferenziale” di accesso nel nostro Paese per 100 cittadini stranieri di origine italiana, per svolgere lavori di tipo subordinato non stagionale ed autonomo. Per far parte di questo ristretto numero di beneficiari, i lavoratori stranieri interessati devono: avere origini italiane per parte di almeno uno dei genitori, fino al 3° grado di ascendenza; essere residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela, Brasile; essere iscritti in un elenco istituito presso le rappresentanze diplomatiche o consolari. I datori di lavoro italiani interessati ad assumere cittadini stranieri che abbiano tali requisiti, possono rivolgersi presso le nostre sedi in Italia per richiedere il nulla osta al lavoro subordinato. Rimpatrio volontario assistito: come funziona? Il Rimpatrio volontario assistito (Rva) è una misura prevista in ambito europeo per incoraggiare i cittadini stranieri a reinserirsi nel tessuto sociale ed economico del loro Paese di origine, attraverso specifici programmi gestiti dalla Rete “Nirva” e da altri enti e associazioni. Possono chiedere di prendervi parte i cittadini extra-Ue: particolarmente vulnerabili o senza fissa dimora; vittime di tratta affette da gravi patologie; richiedenti la protezione internazionale e titolari di protezione internazionale o umanitaria; senza più i requisiti per il rinnovo del permesso di soggiorno; destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento, trattenuti nei Cie, o a cui sia stato concesso un periodo per la partenza volontaria da un minimo di 7 a un massimo di 30 giorni. Dai progetti di Rva sono esclusi i cittadini comunitari, i titolari di permesso di soggiorno Ce-Slp e i cittadini stranieri che hanno ricevuto un decreto di espulsione. I programmi di rimpatrio volontario assistito sono scanditi da 4 distinte fasi: la pre-partenza, la partenza e l’arrivo presso il Paese di origine, l’effettiva reintegrazione nella propria terra natìa e il successivo monitoraggio della singola situazione del cittadino rimpatriato, fino a 12 mesi dopo il suo arrivo. Legge di stabilità: quali novità per il Cud. Dal 1° gennaio 2013, con l’entrata in vigore della legge di stabilità, è prevista un’importante novità per quanto riguarda il modello Cud dei pensionati. Il documento, infatti, sarà disponibile on line, sui siti web degli enti previdenziali. Gli interessati possono comunque richiedere l’invio in forma cartacea. Si ricorda che il soggetto titolare di prestazioni pensionistiche a carico di distinte gestioni può stampare insieme i vari Cud, uno di seguito all’altro. Per l’invio di queste domande, come per tutte le altre relative al decreto flussi 2012, c’è tempo fino alle ore 24 del 30 giugno 2013. Per la consulenza e l’assistenza necessarie, rivolgiti alla più vicina sede dell’Inas Cisl: gli indirizzi si trovano su www.inas.it, oppure chiamando il numero verde 800 249 307. Ricordiamo che la consulenza offerta dall’Inas è assolutamente gratuita.



