Venezia – Con 31 voti a favore, 16 astenuti e 2 contrari, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato le modifiche della legge regionale 2/2003 “Nuove norme a favore dei veneti nel mondo e agevolazioni per il loro rientro”. Il provvedimento si è reso necessario per le mutate condizioni economiche mondiali e per la mutata natura dell’emigrazione veneta, oggi caratterizzata da professionalità venete dirette verso i maggiori paesi industrializzati del mondo. La legge del 2003, infatti, era stata pensata per sostenere in modo particolare i corregionali e i loro discendenti residenti in Argentina, in un particolare momento di gravi difficoltà socio-economiche presenti fin dal 2001 nel paese sudamericano. Altro motivo che ha spinto verso una modifica del quadro normativo, quello che vi è un numero sempre maggiore di oriundi veneti, ormai anche di quinta generazione residenti all’estero, che sentono particolarmente vivo il legame con il Veneto e che chiedono non solo vicinanza, ma soprattutto sostegno nello sviluppo dell’associazionismo di settore e nella promozione di iniziative formative, culturali e di scambio che interessino i paesi di maggiore emigrazione. In questa logica la Regione, per quanto riguarda i contributi, privilegerà iniziative di promozione, valorizzazione e tutela della cultura veneta all’estero. Previsto che la Consulta dei Veneti nel Mondo sia convocata annualmente, preferibilmente nella nostra regione, in una località da definirsi nell’ambito del piano annuale. Un’importante novità – spiega una nota – introdotta con la modifica è la costituzione del “Meeting del coordinamento dei giovani veneti residenti all’estero”, che si riunirà annualmente, ritenendo che l’appuntamento rappresenti un momento fondamentale per la partecipazione dei giovani nell’ambito della realtà dell’associazionismo in termini di iniziative, idee e proposte. Per quanto riguarda gli interventi socio assistenziali nella modifica è previsto che la Regione avochi a sé la competenza, prima dei Comuni, di concedere contributi per facilitare il rientro in Veneto dei veneti emigrati e dei loro discendenti.



