Il senso del dono: Papa Francesco in visita alla Casa di Maria

Città del Vaticano – Ieri pomeriggio Papa Francesco si è recato in visita alla Casa Dono di Maria, per commemorare il 25° dell’affidamento della stessa Casa alla Beata Madre Teresa di Calcutta da parte di Giovanni Paolo II. L’incontro si è svolto nel Cortile situato fra la Casa, il Palazzo del Sant’Ufficio e l’Atrio dell’Aula Paolo VI. Il Papa è stato accolto dal card. Angelo Comastri e dalla Madre Generale delle Suore della Carità, Suor Pierick Mary Prema. Le Suore gli hanno posto al collo una bella ghirlanda di fiori, secondo l’uso indiano. Era presente un folto gruppo di oltre un centinaio di persone, composto dalle ospiti della Casa, dai suoi frequentatori, collaboratori e amici, oltre che dalle Suore della Casa e altre Suore della Carità rappresentati delle diverse comunità di Roma. Le donne ospiti della Casa sono circa 25 e gli uomini che vi consumano i pasti quotidianamente sono circa 60. “Dobbiamo recuperare tutti il senso del dono, della gratuità, della solidarietà”, ha detto il pontefice: “un capitalismo selvaggio ha insegnato la logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento senza guardare alle persone e i risultati li vediamo nella crisi che stiamo vivendo”. Papa Francesco ha ricordato che la struttura è stata voluta da Giovanni Paolo II, e da lui inaugurata con Madre Teresa di Calcutta nel 1988: “Questa è una cosa fra i santi, fra beati!” e “la santità è passata; è bello questo!”. Tre le parole sui cui il Pontefice si è soffermato: casa, dono e Maria. “Casa” nel senso più bello del termine: “un luogo di accoglienza, una dimora, un ambiente umano dove stare bene, ritrovare se stessi”, che richiama il calore e l’affetto “che si possono sperimentare in una famiglia”. La “casa” allora rappresenta “la ricchezza umana più preziosa, quella dell’incontro”, delle relazioni tra le persone, “diverse per età, per cultura e per storia, ma che vivono insieme e che insieme si aiutano a crescere”. Proprio per questo, la “casa” è un “luogo decisivo nella vita, dove la vita cresce e si può realizzare, perché è un luogo in cui ogni persona impara a ricevere amore e a donare amore”. Anche la parola “dono”, secondo papa Francesco, “qualifica questa Casa e ne definisce l’identità”. Dono reciproco, ha precisato, perché “la Casa dona accoglienza, sostegno materiale e spirituale a voi, cari ospiti, provenienti da diverse parti del mondo; ma anche voi siete un dono per questa Casa e per la Chiesa”. “Voi ci dite che amare Dio e il prossimo” è “qualcosa di profondamente concreto: vuol dire vedere in ogni persona il volto del Signore da servire, e servirlo concretamente”, e “voi siete” il “volto di Gesù” donando “la possibilità a quanti operano in questo luogo di servire Gesù in chi è in difficoltà, in chi ha bisogno di aiuto”. Questa Casa, ha detto il Papa, “è una luminosa trasparenza della carità di Dio”, Padre “buono e misericordioso verso tutti”; una “scuola” di carità “che insegna ad andare incontro ad ogni persona, non per profitto, ma per amore”, e l’amore è la sua “musica”. Infine Maria: la struttura “si qualifica come un dono “di Maria”, che “ha fatto della sua esistenza un incessante e prezioso dono a Dio, perché amava il Signore. Maria è un esempio e uno stimolo per coloro che vivono in questa Casa, e per tutti noi, a vivere la carità verso il prossimo non per una sorta di dovere sociale, ma partendo dall’amore di Dio, dalla carità di Dio”. “Qui – ha concluso il Pontefice – si cerca di amare il prossimo, ma anche di lasciarsi amare dal prossimo”. Due atteggiamenti che camminano assieme: “non può esserci l’uno, se non c’è anche l’altro”.