Città del Vaticano – Circa un miliardo di esseri umani, cioè un settimo della popolazione globale, sperimenta oggi la sorte migratoria. Lo ha detto oggi il sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, padre Gabriele Bentoglio, intervenendo alla prima giornata dei lavori della XX Assemblea del Dicastero sul tema “La sollecitudine pastorale della Chiesa nel contesto delle migrazioni forzate” (fino al 24 maggio). Nell’elenco dei dieci Paesi da cui parte il maggior numero di migranti internazionali, il Messico è il primo della lista con circa 12.930.000 persone emigrate, seguito dall’India (11.810.000 persone) e dalla Federazione Russa (11.260.000). Cina, Bangladesh e Ucraina seguono nella graduatoria, rispettivamente con 8.440.000, 6.480.000 e 6.450.000 persone emigrate. Il settimo posto della classifica è occupato dai territori palestinesi con 5.740.000 migranti, tenendo in conto che le statistiche delle Nazioni Unite registrano come migranti “non soltanto i profughi Palestinesi, ma anche i loro discendenti”, ha spiegato, aggiungendo che in coda vi sono il Regno Unito con 5.010.000 persone, le Filippine con 4.630.000 persone e il Pakistan con 4.480.000 persone. Tra i primi dieci Paesi preferiti dai migranti come meta del loro “viaggio della speranza”, il primo posto spetta agli Stati Uniti d’America con 42.810.000 immigrati, seguito dalla Federazione Russa (12.270.000 persone), Germania (10.760.000 persone), Arabia Saudita (7.290.000 persone) e Canada (7.200.000 persone). Gli Stati Uniti d’America “ospitano più immigrati di Russia, Germania, Arabia Saudita e Canada messi insieme”. Gli ultimi posti nell’elenco sono occupati da quattro Paesi europei: Francia (6.680.000 persone), Regno Unito (6.450.000 persone), Spagna (6.380.000) e Ucraina (5.260.000), che chiude la lista. L’India compare al nono posto con 5.440.000 immigrati. Sommando queste cifre, i primi dieci Paesi preferiti come destinazione migratoria ospitano circa 110 milioni di migranti, cioè più del 50% del numero totale dei migranti internazionali. Padre Bentoglio, dopo aver fatto un esame della situazione nei diversi continenti ha sottolineato che “il volto del mondo continua a cambiare e a trasformarsi e il movimento delle persone produce nuove sfide e nuove opportunità. È sotto gli occhi di tutti – ha detto – che i flussi migratori, insieme con le nuove forme di comunicazione, hanno fatto del multiculturalismo una delle caratteristiche più importanti del nostro tempo. La Chiesa, in particolare, nel raccogliere l’invito alla nuova evangelizzazione, mentre vive l’Anno della Fede, non può ignorare questo fatto che tocca milioni di persone, in situazioni talvolta drammatiche e tragiche”. Per padre Bentoglio “coloro che vivono oggi in condizione di mobilità umana non sono solo destinatari, ma possono essere anche protagonisti dell’annuncio del Vangelo al mondo moderno. La partecipazione della Chiesa al dialogo e allo scambio interculturale può aprire nuovi scenari per l’intera famiglia dei popoli, nello spirito della Buona Novella, che anima tutta la vita delle comunità cristiane”.



