Pescara – Secondo i dati AIRE al 1 gennaio 2012 gli italiani in India sono 1047, le aziende italiane in India 400, sono 43 le università italiane che hanno rapporti bilaterali con altrettante università indiane e ben 16 le università indiane in cui si insegna la lingua italiana. Questi alcuni dei dati forniti durante il Focus sull’India che si è svolto a Pescara lo scorso 10 maggio all’interno della prima presentazione regionale del Rapporto Italiani nel Mondo della Migrantes. E pensare che proprio in Abruzzo si trovano le reliquie di S. Tommaso Apostolo che evangelizzò l’India e vi morì, e riposano nella Cattedrale di Ortona dal XIII secolo. Nell’aprire il Focus, Daniela Marcheggiani, autrice del Rapporto, ha ribadito gli antichi legami tra due terre così lontane solo geograficamente. L’Italia e l’India sono Stati giovani ma antiche civiltà, le loro relazioni risalgono a tempi remoti. Il commercio tra l’Impero Romano e l’India fiorì soprattutto nel primo e secondo secolo d.C. A riprova di ciò ritrovamenti archeologici di alcuni tesoretti di monete romane sono stati rinvenuti in tutta la Penisola indiana. Evidentemente il flusso commerciale andava in entrambe le direzioni perché una statuetta indiana in avorio è stata trovata a Pompei. Rispetto agli scambi commerciali in atto, i settori trainanti per l’espansione del “Made in Italy” sono quelli del tessile e dell’auto. In particolare: il 13% delle società italiane che lavorano in India sono del settore tessile e abbigliamento; l’8% dell’auto e dei servizi professionali; il 7% dell’elettronica; il 6% della logistica o per la fornitura di servizi alle imprese. Attualmente la lingua italiana viene insegnata in sedici università indiane, oltre ai corsi organizzati in loco dall’ICE e dalla Camera di Commercio Indo-Italiana e rivolti agli indiani che lavorano per imprese italiane. Per la diffusione della lingua italiana in India presenti anche due testate curate dalla Camera di Commercio Indo-Italiana, che pubblica una newsletter mensile, ” IICCI Newsletter” che è bilingue e viene inviata agli italiani in italiano e agli indiani in inglese, realizzata in India, presso l’ufficio centrale di Mumbai. Inoltre, la stessa Camera di Commercio stampa una rivista semestrale in italiano “I-Links”, inviata anche in Italia. Esiste inoltre da quarant’anni una rivista in lingua italiana, “Domani”, stampata a Pondicherry e spedita in Italia ogni tre mesi. Anche se l’Istituto di Cultura italiano ha sede nella capitale, Delhi, la regione dove la cultura italiana è più diffusa è il West Bengala, terra del Nobel per la letteratura nel 1913 R. Tagore, dove l’italiano è insegnato in ben tre facoltà della regione e dove nel 2012 è stato edito il primo dizionario bilingue italiano-bengali, tutto a nostro vantaggio se consideriamo che il bengalese è la sesta lingua al mondo per numero di parlanti. Molto diffuso in Bengala anche il filone del cinema italiano degli anni cinquanta e sessanta tutto tradotto rigorosamente in pellicole dall’italiano al bengali. Durante la conferenza sono stati anche diffusi da Mons. Dominic Gomes, Vicario Generale e Cancelliere dell’ Arcivescovo di Calcutta alcuni dati sulla comunità cattolica di Calcutta. Mons. Gomes ha presentato la condizione socio economica del West Bengala e le principali minacce sociali che l’arcidiocesi di Calcutta è chiamata a contrastare, tra le quali la violenza politica, la disoccupazione, la povertà e i continui flussi migratori dal Bangladesh. Egli ha evidenziato il contributo dei missionari nello sviluppo dei sistema educativo ed universitario e le attività sociali realizzate da Seva Kendra, Caritas ed altri centri cattolici per migliorare le condizioni di vita della popolazione. Nonostante le condizioni di vita spesso estreme della popolazione, oggi Calcutta gode di un rinnovato spirito di collaborazione tra le forze sociali e politiche. Insieme alla polizia municipale, leader religiosi e politici si riuniscono periodicamente per dialogare e collaborare al miglioramento delle condizioni di vita e in questo quadro il contributo della Chiesa e dell’Arcivescovo Thomas D’Souza e’ da tutti molto apprezzato. A conclusione della giornata un imprenditore italiano, Maurizio Grassi, ha illustrato le dinamiche del fare impresa in India, sottolineando la complessità dell’ambiente competitivo e l’importanza delle questioni culturali nelle relazioni con gli imprenditori indiani.



