Città del Vaticano – Papa Benedetto XVI ha “confermato tutti gli impegni” fino al 28 febbraio, data in cui lui stesso ha deciso di porre fine al suo pontificato. Ad assicurarlo ai giornalisti è stato padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede. “Fino al 28 febbraio Benedetto XVI è il nostro Papa”, ha affermato padre Lombardi. Intanto domenica pomeriggio 17 febbraio sono iniziati gli esercizi spirituali predicati dal card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura. Come di consueto nella settimana degli esercizi spirituali sono sospesi tutti gli impegni del Pontefice. Sabato scorso il Papa ha incontrato in visita privata il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti e sabato prossimo, 23 febbraio il concedo dal Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano che sarà ricevuto in Vaticano. Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, incontrando i giornalisti, ha detto che mercoledì 27 febbraio, ultima apparizione pubblica di Benedetto XVI, ci sarà una liturgia della Parola. Un’udienza che si aspetta partecipata e che rappresenterà l’ultimo abbraccio pubblico di Benedetto XVI. La mattina del giorno dopo, il Papa incontrerà i cardinali, e poi nel pomeriggio, alle ore 17, partirà per Castel Gandolfo: un evento che sarà seguito in diretta dal Centro Televisivo Vaticano. Intanto – con la nomina di mons. Giuseppe Sciacca alla Camera Apostolica – è stato completato l’ufficio del Camerlengo, che è il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Sarà lui, a partire dal giorno della sede vacante il 1 marzo, a decidere quando inizieranno le Congregazioni e quando inizierà il conclave. L’Universi Dominici Gregis – la costituzione apostolica che regola le procedure di elezione del successore di Pietro – parla di una attesa di 15-20 giorni dall’inizio della Sede Vacante prima dell’inizio del Conclave. Dato però che la Sede Vacante è stata preannunciata, e che già i cardinali hanno cominciato ad organizzarsi per venire a Roma, è possibile che il Camerlengo decida di anticipare i tempi, e magari indire l’inizio del Conclave non per il 15 marzo (come sarebbe previsto dai numeri della Costituzione), ma qualche giorno prima. Parlando con i giornalisti padre Lombardi ha sottolineato che “l’attesa, nuova enciclica del Papa, di cui tante volte abbiamo parlato e che aspettavamo non arriverà a essere pubblicata entro fine mese”: “questo documento atteso, a quanto mi risulta, non è giunto a un punto di preparazione tale da consentire, in un tempo così breve, di poter essere messo a punto definitivamente”. Rimane, comunque, un “documento atteso”, che magari – ha ipotizzato padre Lombardi – potrà essere pubblicato in futuro sotto un’altra forma. Sotto forma di un’enciclica, invece, “non possiamo aspettarcela entro fine febbraio”. (R.Iaria)



