Roma – “I 41 migranti afghani, siriani e iracheni, di cui 9 minori approdati ieri sera al porto di Crotone, dopo l’intervento in mare di un mezzo della Guardia Costiera che li ha soccorsi al largo di Capocolonna, e ora nel Centro di Accoglienza S. Anna sono un ulteriore segnale di una tratta asiatica di richiedenti asilo e rifugiati che, passando dalla Grecia, arrivano sulle coste pugliesi e calabresi”. Lo afferma mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, a commento della notizia di un nuovo sbarco. “Sono ormai alcune centinaia di persone dall’inizio dell’anno, che indicano come persone e famiglie di alcune nazioni asiatiche colpite da guerre e rivoluzioni interne si sono messe in cammino”, aggiunge: “i nuovi arrivi coincidono con gli ultimi giorni di una fase emergenziale che certamente non ha preparato una nuova stagione di tutela dei diritti dei rifugiati e richiedenti asilo, ma solo la consegna di un problema all’associazionismo e agli enti locali. Speriamo che non si attendi una nuova emergenza per iniziare una nuova stagione per una programmazione di azioni e interventi, con i corrispettivi finanziamenti, a favore di un percorso di accoglienza e di integrazione di rifugiati e richiedenti asilo in Italia”. Uno dei migranti che era a bordo di una barca di 12 metri che imbarcava acqua, ha chiamato il figlio che vive a Torino il quale a sua volta ha dato l’allarme ed ha fornito il numero di telefonino del genitore. Mappata l’area dalla quale era partita la richiesta di aiuto, è stato relativamente semplice per gli uomini a bordo di una motovedetta della Capitaneria di Porto di Crotone, agganciare a poco meno di due miglia al largo di Capocolonna la due alberi a vela dalla quale era partito l’SOS.



