Matrimoni misti: oltre 10mila in Italia

Roma – Sono 10.858 i matrimoni “misti” celebrati nelle chiese cattoliche d’Italia nel decennio che va dal 1999 al 2008. Sono matrimoni che hanno unito partner cattolici con coniugi di altra confessione cristiana, di altra religione, non battezzati, o che hanno abbandonato la fede. La diocesi di Roma spicca per numero di licenze o dispense richieste per poter celebrare un matrimonio con un/a sposa/o di altra confessione/religione. A parte il picco della città di Roma, i matrimoni “interconfessionali”, “interreligiosi” e “altri” si concentrano soprattutto nelle città del Nord e del Centro, dove risiede un maggior numero di popolazione immigrata. È quanto emerge da un’indagine presentata dalla sociologa Carmelina Chiara Canta a Roma durante il convegno “Amarsi e sposarsi nei matrimoni misti: attenzioni pastorali e canoniche” promosso dagli Uffici Cei per la pastorale della famiglia, per i problemi giuridici e per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, che si è aperto ieri. Nel decennio preso in considerazione ad aumentare sono stati soprattutto i matrimoni interconfessionali: se prendiamo il 1999 i matrimoni interconfessionali erano il 4%, nel 2008 sono aumentati al 7%. I matrimoni interreligiosi invece rimangono stabili. Aumentano moltissimo e cioè del 50% – e questa è la novità della ricerca – i matrimoni con coniugi non battezzati o che hanno abbandonato la fede. La maggior parte dei matrimoni interconfessionali sono con partner ortodossi e appartenenti alle Chiese antiche orientali: 3.210 pari al 50% dei matrimoni interconfessionali. Sono soprattutto le donne ortodosse a sposare uomini cattolici. Seguono poi i matrimoni con partner luterani (17%), con anglicani (11%) e con valdesi metodisti (5%). I matrimoni interreligiosi sono nel valore totale di 839, pari all’8%. La maggior parte è con partner islamico (il 52%). Sono soprattutto donne cattoliche che sposano gli uomini musulmani, sebbene nel decennio preso in considerazione c’è stata una crescita di donne musulmane che sposano uomini cattolici. La prima nazione da cui provengono gli appartenenti alla religione islamica è l’Albania, seguita da Marocco, Tunisia e Algeria. Riguardo infine a matrimoni con altri, la maggioranza è costituita da non battezzati (sono il 65%) e dai cattolici che hanno aderito ad altre religioni (il 35%). “Nel chiederci chi sono e di quale nazionalità appartengono – commenta la sociologa Canta -, abbiamo scoperto che sono soprattutto italiani e cioè il 45% dei non battezzati è italiano e riguardo all’abbandono notorio della fede, gli italiani sono addirittura il 98%. Partita dunque come una ricerca sull’immigrazione, l’indagine ha via via coinvolto gli italiani aprendo dal punto di vista pastorale alcuni interrogativi sulle ragioni degli abbandoni della fede”