Francoforte – Il “Corriere d’Italia” ha compiuto 61 anni. Un anniversario da non sottovalutare se si considerano le difficoltà nelle quali si trova la stampa d’Emigrazione. Soprattutto quella di militanza. Come “testimonial” della testata, per una collaborazione continuativa di 36 anni, credo di poter esprimere un mio pensiero. Data la scarsità di mezzi economici, grazie, prima di tutto, a quelli che hanno creduto, e credono, nella validità di questo veicolo di comunicazione. Da tempo, ancor più capillare per la sua diffusione Via Internet. Se il “Corriere” è ancora vitale, un apprezzamento lo rivolgo anche ai Lettori, di tutte le Generazioni, che lo hanno seguito ed un particolare apprezzamento a tutti coloro che continuano a lavorare sodo per rendere sempre più interessante questo mensile. Il C.d.I. è stato testimone dei cambiamenti socio/culturali della nostra Comunità in Germania. Ha assistito, neppure tanto passivamente, al processo d’integrazione delle nuove Generazioni che sono le vere protagoniste della nostra numerosa Comunità in terra tedesca. Pur con le difficoltà nelle quali si è venuta a trovare anche la stampa come la nostra, non è venuto meno quello spirito di militanza e d’appartenenza che mi consente d’affermare che gli italiani in Germania continuano a preferire d’essere protagonisti, più che spettatori. Il Corriere d’Italia si è adeguato ai tempi; ha fatto suo il necessario processo d’integrazione con la realtà del Paese ospite, ma ha continuato a portare avanti quella sorta di giornalismo di militanza che abbiamo fatto mio, anche tra le colonne di questa testata, dal lontano gennaio 1977. Tramite uno scambio d’idee e d’opinioni, ho mantenuto un mio equilibrio nell’informazione; rispettando la pluralità delle scelte. Spesso anche sofferte. Tanti auguri anche a tutta la stampa italiana nel mondo. (G. Brignola, de.it.press)



