Milano – Il 40% degli uomini e il 15% delle donne immigrati in Lombardia al 1° luglio 2011 risulta fumatore secondo l’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multi etnicità e ripreso dalla newsletter dell’Ismu. Considerando gli ultraquattordicenni fuma la maggioranza assoluta dei rumeni (il 57%), dei tunisini (il 55%) e degli egiziani (il 51%), più degli albanesi (47%), dei turchi (46%) e dei marocchini (41%), mentre in fondo alla graduatoria – dall’Asia o dall’Africa subsahariana – si trovavano indiani e ghanesi (16%), senegalesi (26%) e srilankesi (27%). Tra le donne, le pakistane non fumano proprio. Seguono le ivoriane (con incidenze del 3-4%), srilankesi e ghanesi. Fumano di più le russe (37%), le rumene (33%), le brasiliane (28%) e le ucraine (23%). La categoria di immigrati uomini che fuma più di tutte è quella degli operai edili (nel 55% dei casi). Meno di tutti fumano medici e paramedici (16%). Tra i musulmani – si legge sulla nwsletter dell’Ismu – l’attitudine al fumo è diffusa nel 42% degli uomini e nel 7%, tra le donne, mentre tra i cristiani il divario è più modesto (40% vs 19%). Inoltre, tra gli uomini l’abitudine al fumo diminuisce significativamente con il titolo di laurea, mentre tra le donne aumenta al crescere delle credenziali formative. È interessante constatare come tra gli uomini che fanno sport almeno due volte alla settimana il fumo sia meno diffuso che tra quelli che non lo fanno (33% vs 42%), mentre tra le donne (21% vs 13%) al contrario c’è associazione tra abitudini di fumo e sport, entrambe verosimilmente legate a contesti di maggior socialità. Tra fumatori e non fumatori non ci sono infine significative diversità di reddito.



