CIR: a Fiumicino si è consumata una tragedia del Regolamento Dublino

Roma – Il Consiglio Italiano per i Rifugiati – CIR – esprime “profondo dolore e sconcerto” per la tragedia che si è consumata oggi all’aeroporto di Fiumicino di Roma dove un giovane richiedente asilo diciannovenne della Costa D’Avorio si è dato fuoco pur di evitare l’espulsione.  Mentre il ragazzo è ricoverato in gravi condizioni nell’Ospedale Sant’Eugenio, si chiariscono i contorni della vicenda che vede protagonista una persona che aveva chiesto protezione in Italia e che era poi andata in Olanda: un cosiddetto “caso Dublino”, arrivato ieri all’aeroporto di Fiumicino da Amsterdam, cui era stato notificato il rigetto della domanda di protezione internazionale e un espulsione dal territorio. “Vogliamo ricordare – si legge in una nota del CIR – che il Regolamento Dublino serve a definire lo Stato competente a esaminare una domanda d’asilo, stabilendo come principio fondamentale che il primo Paese europeo dove la persona è arrivata è quello che dovrà poi analizzare la richiesta di protezione. Il regolamento non prende in considerazione in alcun modo nè la volontà della persona né i suoi legami con i Paesi dell’Unione Europea”. “Non si può neppure immaginare il carico di disperazione, frustrazione e impotenza che si accumula dentro le persone quando crolla l’ultima speranza di una vita migliore e sicura. Siamo di fronte all’ennesima tragedia provocata dal Regolamento Dublino, questo giovane ragazzo chiedeva di essere protetto. Avrà avuto buoni motivi per spostarsi dall’Italia verso l’Olanda, e poi è stata rinviato nel nostro Paese. Chi ha assistito questo ragazzo in tutto questo tempo? Qualcuno gli ha dato un sostegno legale, delle informazioni accurate sui suoi diritti e dell’assistenza psicologica? Stiamo cercando di ricostruire il percorso del ragazzo”, dichiara Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati. “Questo gesto è simbolico – dice – e ci chiede di aprire gli occhi davanti alla disperazione di richiedenti asilo e rifugiati. E’ evidente che il sistema europeo di protezione in questo caso ha fallito”.