Berlino – Un episodio di ordinaria discriminazione, la rabbia, l’indignazione, la voglia di farne un film per raccontare il dramma di chi è socialmente svantaggiato. In An episode in the Life o fan Iron Picker , presentato ieri in concorso a Berlino, il regista bosniaco Danis Tanovic (premio Oscar per No Man’s Land) ricostruisce una storia letta sui giornali locali circa un anno fa affidando i ruoli dei protagonisti alle persone che hanno vissuto quella vicenda nella realtà. Nazif e Senada sono una coppia di rom, felicemente sposati, hanno due figliolette e un terzo bambino è in arrivo. La donna scopre però di aver avuto un aborto spontaneo alcuni mesi prima e le sue condizioni di salute sono gravi: se non sarà operata subito rischia la morte. Ma Senada non ha un’assicurazione sanitaria e neppure i soldi, circa 500 euro, per l’intervento chirurgico. Il suo destino sembra dunque segnato. Nel corso dei successivi dieci giorni Nazif, che sbarca il lunario raccogliendo ferro, farà di tutto per salvare la moglie, lottando contro l’indifferenza e l’insensibilità delle istituzioni statali. “A quindici anni dalla fine della guerra – dice il regista – durante la quale ogni giorno siamo stati testimoni di incredibili atti di coraggio e solidarietà, siamo costretti ad assistere a episodi di vergognosa, disumana indifferenza. Che popolo siamo diventati? I rom subiscono ingiustizie in tutta Europa, ma nel mio paese gran parte della popolazione è discriminata in un modo o nell’altro”. Realizzato in soli nove giorni da una troupe ridottissima con un budget di appena 17.000 euro, il film ambientato in Bosnia-Erzegovina, riporta Tanovic alle sue origini di filmaker, quando, giovane regista di documentari durante la guerra, girava in condizioni simili a quelle in cui è nato questo film. Ma la prossima pellicola Tanovic la girerà lontano dalla sua terra, dove vive con la moglie e cinque figli, e dove è anche politicamente impegnato. I primi due giorni di riprese saranno proprio qui a Berlino. (A. De Luca – Avvenire)



