Roma – “Quello che è più in alto
dev’essere al servizio degli altri”. Ecco perché “dobbiamo aiutarci l’uno con l’altro”. Papa Francesco ha scelto di celebrare la liturgia delle lavanda dei piedi nel carcere minorile di Casal del Marmo a Roma. E durante il rito ha lavato i piedi a 12 giovani detenuti. Tra questi
due donne: una ragazza italiana di religione cattolica ed una serba nata a Roma, di fede musulmana. Gli altri dieci ragazzi sono stati scelti per rappresentare sia le diverse nazionalità presenti nel Carcere di Casal del Marmo che le religioni attualmente professate: oltre ai cristiano cattolici, infatti, i ragazzi sono cristiano ortodossi e musulmani.
La lavanda dei piedi è “un simbolo e un segno”, ha spiegato il presule: “lavare i piedi vuol dire che
io sono al tuo servizio”.“Questo segno è una carezza di Gesù”, ha spiegato Papa Francesco, “perché Gesù è venuto proprio per questo, per servire, per aiutarci l’un l’altro”. “Questo è commovente, Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli”, ha spiegato commentando il Vangelo di Giovanni: “Gesù, Dio ha fatto questo: è lui stesso che lo spiega ai discepoli” citando il passo evangelico: “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate Maestro, e fate bene, perché lo sono. Se dunque io, il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi l’uno dell’altro. Vi ho dato un esempio”.
La celebrazione si è conclusa con la “reposizione” del Santissimo Sacramento, così come avviene in tutte le chiese in questo giorno.
in legno e un inginocchiatoio, sempre in legno, realizzato da loro stessi nel laboratorio artigianale dell’istituto.



