Castel Gandolfo – “Siamo fratelli”: con queste parole si può riassumere la visita di Papa Francesco al suo predecessore Benedetto XVI che lo ha ricevuto sabato 23 marzo a Castel Gandolfo. Una visita molto attesa: se ne parlava da giorni ma Jeorg Mario Bergoglio e Joseph Ratzinger hanno voluto che fosse una visita privata anche se quelle immagini dell’abbraccio, il momento di preghiera insieme e il faccia a faccia rimarranno storici. Un Papa non aveva mai incontrato il suo predecessore che veste anche lui di bianco. Un momento storico ma nello stesso tempo privato. Nessuna cerimonia di accoglienza all’eliporto: ad accogliere Papa Francesco lo stesso Benedetto XVI. Una visita tra due “fratelli”, un “momento di
altissima e profondissima comunione”, come ha detto poi il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi raccontando ai giornalisti l’evento che è stato immortalato, in alcuni passaggi, dalle telecamere del Centro Televisivo Vaticano. Da queste immagini i due “Papi” seduti insieme, uno accanto all’altro e poi uno di fronte all’altro nel colloquio privato durato 45 minuti. E’ la testimonianza, se ce ne fosse bisogno, di una profonda sintonia tra i due. Benedetto XVI ha rispettato il silenzio che si era dato. Per la prima volta dopo 23 giorni, è apparso per andare ed accogliere il suo successore. E’ rimasto “nascosto al mondo” dal 28 febbraio quando era apparso al balcone del palazzo apostolico di Castel Gandolfo, poche ore prima delle 20,00 quando è iniziato il periodo della sede vacante. Un silenzio rispettoso che ha mantenuto rigorosamente anche durante le congregazioni generali dei
cardinali, i riti del conclave e subito dopo l’elezione del suo
successore. Momenti che ha vissuto in collegamento con la televisione, con “molta partecipazione spirituale”, come ha riferito padre Lombardi.
Momenti di silenzio interrotte da due telefonate del suo successore: poco dopo l’elezione e il giorno di inizio del pontificato in occasione della festa di San Giuseppe e onomastico di Benedetto XVI.
Papa Francesco aveva lasciato la sua residenza di Santa Marta – dove continua ad alloggiare nella stanza 207 (e non la suite preparata per lui) per recarsi all’eliporto vaticano da dove è partito poco dopo mezzogiorno per Castel Gandolfo.
Dopo un volo di circa 15 minuti l’arrivo nell’eliporto delle Ville pontificie di Castel Gandolfo, accolto dal Papa emerito Benedetto XVI. Insieme si sono trasferiti in auto al Palazzo Apostolico. Dopo un momento di preghiera nella Cappella, alle 12.30 è iniziato in Biblioteca l’incontro privato, che si è protratto per 45 minuti. Al pranzo che è seguito, hanno partecipato i due segretari, mons. Georg Gänswein e mons. Alfred Xuareb.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo, Papa Francesco ha raggiunto in auto – accompagnato sempre da Benedetto XVI – l’eliporto delle Ville pontificie di Castel Gandolfo e alle ore 14.42 è partito in elicottero per far rientro in Vaticano. Papa Francesco ha donato a Benedetto XVI un’icona della Madonna dell’Umiltà. “Dell’umiltà, bella”, dice Ratzinger. A proposito dell’umiltà, “mi permetta di dirle una cosa”, afferma Bergoglio: “ho subito pensato a lei e gliel’ho voluta portare in dono: ci ha dato tanti esempi di umiltà nel suo pontificato. Davvero la tenerezza”. “Non dimentichiamola”, ha esortato, Benedetto XVI, che, commosso, più volte ha ripetuto “grazie”, stringendo forte le mani di Francesco. Da notare – ha detto il direttore della Sala Stampa padre Lombardi dopo aver riassunto i momenti salienti dell’incontro, l’abbigliamento, che “effettivamente il Papa emerito porta: una semplice talare bianca, senza fascia e senza mantelletta. Sono i due particolari che lo distinguono, invece, dall’abbigliamento di Papa Francesco che ha anche una mantelletta e la fascia”. Per dovere di informazione padre Lombardi ha voluto ricordare che Ratzinger aveva già manifestato la sua “incondizionata riverenza e obbedienza” per il suo successore in occasione dell’incontro con i cardinali, il 28 febbraio, e quindi ha avuto “certamente modo, in questo incontro di rinnovare questo suo atto di riverenza e di obbedienza al suo successore, mentre certamente Papa Francesco ha rinnovato la gratitudine sua e di tutta la Chiesa per il ministero svolto da Papa Benedetto nel corso del suo pontificato”. (Raffaele Iaria)



