Roma – “Con la morte di Mons. Giovanni Nervo scompare una figura importante nella Chiesa italiana che ci ha aiutato a ‘camminare nella carità’”.
Così mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes parla di mons Nervo scomparso ieri sera a Padova all’età di 94 anni. “Esprimo – aggiunge mons. Perego – la mia riconoscenza a mons. Nervo per la collaborazione lunga e intensa prima con l’UCEI e poi con la Migrantes, soprattutto sulle tematiche legate al mondo dell’immigrazione e dei rifugiati. In tutti gli incontri con Mons. Nervo si respirava aria di una ‘Chiesa della carità’, come si è voluto intitolare nel 2009 anche il volume in onore di Mons. Nervo per il compimento dei suoi 90 anni”. “L’ultima volta che l’ho incontrato – ha poi aggiunto mons. Perego – è stato nell’estate 2011, in occasione di un Seminario congiunto tra Fondazione Zancan e Fondazione Migrantes dedicato al tema immigrazione e cultura e anche in quell’occasione il suo intervento è stato puntuale e ricco. In questo decennio dedicato dalla CEI al tema ‘Educare alla vita buona del Vangelo’ la testimonianza di mons. Nervo, straordinario educatore, rimane come un riferimento fondamentale per leggere la prevalente funzione pedagogica nei nostri cammini di ospitalità, di accoglienza, di carità, oltre che per costruire una chiesa fraterna”. Mons. Nervo, sacerdote della diocesi di Padova, fondatore e primo presidente di Caritas italiana è morto nella tarda serata di ieri all’Opera della Provvidenza di Sarmeola dove risiedeva da qualche tempo. Negli ultimi giorni la sua situazione era peggiorata. Dalla diocesi “il cordoglio per una perdita, ma anche la riconoscenza per aver condiviso per tanti anni un dono che il Signore ha alimentato dando voce ai poveri e ai bisogni degli ultimi”. Le esequie, informa l’ufficio stampa diocesano, saranno celebrate lunedì 25 marzo, alle ore 10, nella cattedrale di Padova. “Don Giovanni, nei suo 94 anni di vita – ricorda la diocesi -, è stato uno strenuo difensore e sostenitore del vangelo dei poveri. ‘La prima carità è il Vangelo – dichiarò in un’intervista a L’Osservatore Romano in occasione dei suoi 90 anni, il 13 dicembre 2008 – perché la povertà maggiore è la mancanza di fede, e che per molti, che forse crederanno di non essersi mai incontrati con Gesù Cristo, la carità sarà l’ottavo sacramento che li salva’”.



