Città del Vaticano – “Siamo chiamati ancora oggi da Gesù a compiere quella scelta radicale fatta dagli apostoli, una scelta totale, nella logica del ‘tutto o niente’, un cammino per compiere il quale dobbiamo essere illuminati da una grazia speciale: vivere sempre sulla solida base della venerazione e dell’amore per Gesù”. A parlare è Papa Francesco davanti ai nunzi presenti ieri mattina alla messa celebrata alla Domus Sanctae Marthae, la residenza del Pontefice. Un amore che per Papa Francesco è centrale come “l’amore totale a Cristo” sottolineato sabato scorso davanti ai pellegrini della diocesi di Brescia giunti a Roma in occasione del 50° dell’elezione di Papa Paolo VI: “un profondo amore a Cristo non per possederlo, ma per annunciarlo”. E all’Angelus ha ricordato le parole di Gesù nel Vangelo di ieri: “Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà”. In queste parole – ha detto – la “sintesi del messaggio di Cristo” espressa con “un paradosso molto efficace, che ci fa conoscere il suo modo di parlare, quasi ci fa sentire la sua voce”. E ricordando i martiri papa Bergoglio ha sottolineato che i martiri sono “l’esempio massimo del perdere la vita per Cristo. In duemila anni sono una schiera immensa gli uomini e le donne che hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al Vangelo”. Anche “oggi, in molte parti del mondo, ci sono tanti, tanti martiri, più che nei primi secoli, che danno la loro vita per Cristo, che sono portati alla morte per non rinnegare Gesù Cristo. Questa è la nostra Chiesa. Oggi abbiamo più martiri che nei primi secoli”. C’è poi “il martirio quotidiano, che non comporta la morte ma è anch’esso un ‘perdere la vita’ per Cristo, compiendo il proprio dovere con amore, secondo la logica di Gesù, la logica del dono, del sacrificio”. In questo senso l’esempio di “papà e mamme” che “ogni giorno mettono in pratica la loro fede offrendo concretamente la propria vita per il bene della famiglia”, “sacerdoti, frati, suore” che “svolgono con generosità il loro servizio per il regno di Dio”, “giovani” che “rinunciano ai propri interessi per dedicarsi ai bambini, ai disabili, agli anziani”. “Anche questi – ha aggiunto a braccio il Papa – sono martiri della quotidianità”. “Quante persone – ha proseguito il Papa ricordando la figura di Giovanni Battista, che si celebra oggi, – pagano a caro prezzo l’impegno per la verità! Quanti uomini retti preferiscono andare controcorrente, pur di non rinnegare la voce della coscienza, la voce della verità!”. Poi ha detto a braccio: “Persone rette che non hanno paura di andare controcorrente. E noi non dobbiamo avere paura”. Un invito rivolto particolarmente ai giovani presenti numerosi in Piazza San Pietro: “non abbiate paura di andare controcorrente. Quando ci vogliono rubare la speranza, quando ci propongono questi valori che sono valori avariati, valori, come il pasto, andati a male, quando un pasto è andato a male ci fa male, questi valori ci fanno male. Ma dobbiamo andare contro corrente. E voi giovani per primi ad andare controcorrente. E avere questa fierezza di andare proprio controcorrente”. “Avanti – è stato l’invito -, siate coraggiosi: andate controcorrente. Siate fieri di farlo”. (R. Iaria)



