Bruxelles – Il centenario della parrocchia di Sainte Alène (Santa Alena) a Saint Gilles, comune di Bruxelles, ha consentito a qualche centinaio di italiani e di portoghesi di ritrovarsi insieme per festeggiare questa santa, sconosciuta ai più, ma che è molto venerata sia in questa chiesa a lei dedicata, sia nella chiesa dove sono conservate le sue reliquie, quella di Saint Denis a Forest, altro comune di Bruxelles. Si sa ben poco di questa santa, il cui martirio risale all’anno 640. Figlia del signorotto di un villaggio pagano alla periferia della città belga, convertitasi al cristianesimo dopo l’incontro con un santo eremita, fu fatta uccidere dal padre. Secondo la leggenda, per sfuggire a un soldato si aggrappò ad un albero da cui fu strappata con tanta violenza da averne staccato un braccio, poi portato da un angelo sull’altare della chiesa di Forest già citata. Ma il centenario della fondazione della chiesa e della parrocchia di Sainte Alène a Saint Gilles ha visto come teatro appunto questa chiesa, la cui costruzione, opera dell’architetto Roger Bastin, è stata avviata nel 1913, e proseguita in varie fasi fino al 1972. Si tratta di un chiesa ricca di tesori d’arte, in uno stile che potremmo definire razionalista, cioè moderna ed essenziale, con molte nicchie semplici e pareti diritte, senza ornamenti e senza le linee curve e decorative di altri architetti belgi dell’epoca. Ricorda anche gli edifici dell’antica Roma e i dipinti metafisici di De Chirico. All’interno spicca una Via Crucis, le cui figure stilizzate a prima vista sembrano disegnate sulle pareti, mentre in realtà sono realizzate con listarelle di marmo nero incastonate nello sfondo di gesso bianco del muro, secondo una tecnica raffinata di intarsio. Sabato scorso, 22 giugno, vigilia della festa, si è svolta una giornata “porte aperte” nel corso della quale delle guide hanno spiegato ai visitatori l’architettura, la storia e le varie opere d’arte all’interno della chiesa. Tra queste da non dimenticare una serie di capitelli sulle colonne della cappella interna, che raffigurano delle scene dell’Apocalisse. Inoltre, un presepio moderno, artistico e non folkloristico, in ceramica, appena inaugurato, illustra la nascita di Gesù, con figure in altorilievo e piccole statue, riuscendo a sintetizzare in modo originale e didascalico le vicende raccontate dai Vangeli. La domenica 23 si è poi festeggiato il centenario con la Messa celebrata dal vescovo Mons. Jean Kockerols e dai sacerdoti del decanato di Bruxelles, alla presenza del borgomastro Jacques Picqué e delle altre autorità comunali e di una folla di fedeli, italiani e portoghesi, accomunati tutti dal desiderio di dare nuovo slancio alla vita parrocchiale, sotto lo sguardo della santa martire Alena. Dopo un aperitivo offerto da un’associazione italiana di benevolato, è seguito il pranzo tradizionale con menu tipico portoghese, dove non mancava il classico “bacalhau”, in grande allegria. Una sacra rappresentazione in costume ha ricordato a tutti la storia della santa, anche se gli attori, ben conosciuti dal pubblico e molto compresi nella loro parte, non mancavano di suscitare qualche allegro commento. Infine, balli tradizionali e canzoni del tempo passato, nelle due lingue, hanno concluso le giornate del centenario in un’atmosfera di gioia, ma anche con un po’ di nostalgia e magari voglia di essere al paese natale, visto il tempo grigio e piovoso di una Bruxelles senza estate. (GL Comini)



