Roma – Nel corso del 2012 sono state iscritte in anagrafe 350.772 persone provenienti dall’estero. E’ il dato diffuso oggi dall’Istat con il Report “Bilancio demografico nazionale”. Il numero di iscritti dall’estero è diminuito di circa 35 mila unità rispetto a quello del 2011, anch’esso già in calo rispetto al 2010 (-73 mila). La diminuzione del flusso di iscritti dall’estero, già registrata negli ultimi anni – spiega l’Istituto di Statistica – non si manifesta nella ripartizione centrale, ma in tutte le altre e prevalentemente nel Nord-ovest e nel Nord-est (rispettivamente -14,7 e -14,0 per cento). Le iscrizioni risultano distribuite nel corso di tutto il 2012, con una media di circa 30 mila nuovi iscritti ogni mese. Le iscrizioni sono da ascriversi in misura leggermente prevalente alle donne (51,1%), così come negli anni precedenti.
Tra gli iscritti, gli italiani che rientrano dopo un periodo di permanenza all’estero rappresentano meno del 10%, pari a meno di 35 mila persone. La larga maggioranza è costituita invece da cittadini stranieri, soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro.
Le cancellazioni dalle anagrafi di persone residenti in Italia trasferitesi all’estero ammontano a 106.300 unità. Tra i cancellati per l’estero prevalgono gli italiani (circa il 64% del totale). Va notato che la maggior parte degli stranieri che lasciano il nostro Paese sono conteggiati tra i cancellati per altri motivi (cancellati per irreperibilità o per scadenza del permesso di soggiorno).
Complessivamente, il bilancio migratorio con l’estero, pari a +244.556, è dovuto a un saldo fortemente positivo per gli stranieri, superiore a 280 mila unità, che compensa il saldo lievemente negativo relativo alla sola componente italiana (-36 mila unità circa).
Il bilancio con l’estero risulta positivo per tutte le regioni e il corrispondente tasso varia dall’1,7 per mille della Sardegna all’8,1 per mille del Lazio, rispetto a una media nazionale del 4,1 per mille. Le regioni con tassi migratori esteri più elevati sono: Lazio (8,1 per mille), Toscana (5,7 per mille), Emilia-Romagna (5,4 per mille) e Lombardia (4,9 per mille). In generale, le regioni delle ripartizioni del Nord e del Centro hanno tassi migratori esteri doppi rispetto a quelli delle regioni del Sud e delle Isole.
Per quanto riguarda i trasferimenti di residenza interni questi, nel 2012, hanno coinvolto circa 1 milione e 567 mila persone e, secondo un modello migratorio ormai consolidato, sono caratterizzati prevalentemente da uno spostamento di popolazione dalle regioni del Mezzogiorno (eccettuato l’Abruzzo) a quelle del Nord e del Centro. Il tasso migratorio interno oscilla tra il -4,2 per mille della Calabria e il 3,5 per mille del Lazio seguito dal 3,3 per mille della provincia autonoma di Trento.
Le migrazioni interne sono dovute anche agli stranieri residenti nel nostro Paese, che seguono una direttrice simile a quella delle migrazioni degli italiani, ma presentano una maggior propensione alla mobilità. Infatti, i cittadini stranieri, pur rappresentando il 7,4% della popolazione, contribuiscono al movimento interno per circa il 18%.



