Richiedenti asilo nella Ue: stesse regole in tutti i Paesi

Roma – Semaforo verde del Parlamento europeo all’istituzione di un sistema comune per quanto riguarda la gestione dei richiedenti asilo e i loro diritti nell’Ue. Le nuove regole permetteranno ai richiedenti asilo di non migrare più da uno Stato membro a un altro in cerca di condizioni più favorevoli o di procedure più veloci. La legislazione vigente a livello europeo, infatti, non prevedeva finora una scadenza precisa entro la quale le richieste di asilo dovessero essere trattate. Con il nuovo pacchetto di misure, ogni Stato membro dovrà – in generale – trattare le pratiche in un lasso di tempo di sei mesi, anche se sono previste eccezioni. Fra gli altri problemi affrontati con la nuova legislazione, c’è quello della detenzione dei richiedenti asilo – da prevedere solo in circostanze eccezionali e in strutture apposite diverse dai centri di espulsione – e una maggiore tutela dei minori non accompagnati. Prevista anche la necessità di maggiore formazione di coloro che lavorano nel campo delle richieste d’asilo (assistenti sociali, forze di polizia etc.) e un periodo di massimo nove mesi nel quale i richiedenti asilo debbano essere messi in condizione di cercare un lavoro. Infine sarà aggiornato il Regolamento di Dublino per cui i richiedenti asilo non potranno essere più trasferiti in un Paese dove rischiano di essere soggetti a trattamenti inumani o degradanti.