Roma – Tornano gli sbarchi in Sicilia, e con le carrette sovraccariche di disperazione tornano anche i morti. Il cadavere di un uomo è stato trovato in mare fra Torre Salsa e Siculiana, lungo le coste della provincia di Agrigento, dove la notte tra giovedì e ieri si è arenato un barcone pieno di immigrati. Il corpo sarebbe di uno dei profughi, annegato nel tentativo di arrivare a terra dopo essersi tuffato dal natante che li aveva condotti, stipati e in condizioni disumane, in Sicilia. Durante i pattugliamenti, le forze dell’ordine hanno poi rintracciato gli altri: un centinaio di persone che vagavano nelle campagne in cerca di cibo e acqua. Agli agenti hanno riferito di essere giunti a bordo di un barcone, di provenire dai Paesi nordafricani e dall’Africa centrale. E, sempre stando a quanto affermato dagli stessi immigrati, che a bordo ci sarebbero state circa duecento persone. Altri sbarchi anche in provincia di Siracusa: all’alba di ieri in settanta sono arrivati a Noto e sulle coste dell’Eloro.
Sono di nazionalità egiziana e fra loro ci sono numerosi minorenni: a rintracciarli, anche in questo caso, sono stati gli agenti delle forze dell’ordine in una zona di campagna in cui vagavano dopo avere abbandonato il barcone di appena dieci metri a bordo del quale avevano raggiunto la Sicilia. Un altro barcone con un centinaio di migranti a bordo, tra cui una ventina di donne, ha lanciato l’Sos dopo essere partito dalle coste nordafricane: la richiesta di soccorso, attraverso un telefono satellitare, è stata raccolta dal don Mosè Zerai, il sacerdote eritreo responsabile dell’Agenzia Habeshia che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo. Il religioso ha informato la Guardia Costiera maltese, nelle cui acque di competenza si troverebbero per ora l’imbarcazione. Secondo i profughi il barcone sarebbe alla deriva a causa del motore in avaria. Intanto, tre somali accusati di avere preso parte a una tratta di loro connazionali sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Ragusa. Uno di loro, Ahmed Ali’, 33 anni, è stato bloccato nell’aeroporto di Helsinki da dove stava per partire diretto a Istanbul. Gli altri due, Mohamed Ali Adan, 45 anni, e Ali Ahmed Abdi Nasir, 32 anni, sono stati rintracciati rispettivamente a Torino e a Pisa. In manette ieri sono finiti anche Yilmaz Tuncn, 40 anni, e Galip Kalayci, 35, i due cittadini turchi sottoposti a fermo martedì scorso perché sospettati di essere gli scafisti che hanno condotto in Italia altri 56 immigrati a bordo di una barca a vela approdata sulla spiaggia di Botricello, nel Catanzarese.
Sono di nazionalità egiziana e fra loro ci sono numerosi minorenni: a rintracciarli, anche in questo caso, sono stati gli agenti delle forze dell’ordine in una zona di campagna in cui vagavano dopo avere abbandonato il barcone di appena dieci metri a bordo del quale avevano raggiunto la Sicilia. Un altro barcone con un centinaio di migranti a bordo, tra cui una ventina di donne, ha lanciato l’Sos dopo essere partito dalle coste nordafricane: la richiesta di soccorso, attraverso un telefono satellitare, è stata raccolta dal don Mosè Zerai, il sacerdote eritreo responsabile dell’Agenzia Habeshia che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo. Il religioso ha informato la Guardia Costiera maltese, nelle cui acque di competenza si troverebbero per ora l’imbarcazione. Secondo i profughi il barcone sarebbe alla deriva a causa del motore in avaria. Intanto, tre somali accusati di avere preso parte a una tratta di loro connazionali sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Ragusa. Uno di loro, Ahmed Ali’, 33 anni, è stato bloccato nell’aeroporto di Helsinki da dove stava per partire diretto a Istanbul. Gli altri due, Mohamed Ali Adan, 45 anni, e Ali Ahmed Abdi Nasir, 32 anni, sono stati rintracciati rispettivamente a Torino e a Pisa. In manette ieri sono finiti anche Yilmaz Tuncn, 40 anni, e Galip Kalayci, 35, i due cittadini turchi sottoposti a fermo martedì scorso perché sospettati di essere gli scafisti che hanno condotto in Italia altri 56 immigrati a bordo di una barca a vela approdata sulla spiaggia di Botricello, nel Catanzarese.
L’imbarcazione portava a bordo, confusi tra gli immigrati, 18 bambini. Nei primi cinque mesi dell’anno sono sbarcati in Italia 4.391 stranieri. Nello stesso periodo dell’anno sono stati rilasciati 730.607 permessi di soggiorno e sono stati adottati 13 .304 provvedimenti di rimpatrio nei confronti di cittadini irregolari. I dati li ha forniti il prefetto Giuseppe Procaccini, capo di gabinetto del ministro dell’Interno, nel corso della Conferenza dei prefetti. Nei primi quattro mesi del 2013 sono state inoltre esaminate 8.011 domande di protezione internazionale, di cui 4.801 (circa il 60%) sono state definite con la concessione di una forma di protezione. Dal 2008 al 2012, poi, sono state concesse 46.777 cittadinanze, di cui 22.673 per matrimonio e 24.104 per residenza.



