Associazionismo e Italiani nel mondo: un convegno oggi a Roma

Roma – “Associazionismo e Italiani nel mondo: rapporti e prospettive”. E’ stato questo il tema di un convegno che si è svolto oggi, presso la Sala delle Colonne, il convegno promosso dalla Niaf (National Italian American Foundation), dall’Unaie e dall’American University of Rome. I lavori, coordinati da Gianni Lattanzio dell’Associazione Dialoghi, sono stati introdotti da Angela Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata, eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale. Il senatore Mario Monti ha aperto gli indirizzi di saluto, ricordando le origini della sua famiglia, emigrata in Argentina, e soffermandosi sull’italianità, quale aggettivo spesso usato in ogni circostanza soprattutto quando si parla di italiani all’estero. Sui giovani che lasciano il nostro Paese dopo gli studi, Monti ha auspicato una sorta di circolazione simmetrica che possa arricchire sia i paesi di origine che di nuova residenza, senza mai perdere la propria identità. Il ministro per l’integrazione, Cécile Kyenge, parlando degli italiani all’estero, ha sottolineato il modello di patria che hanno questi ultimi e che possa essere un valido contributo anche per gli immigrati in Italia. Sul fronte dell’integrazione, il suo ministero sta lavorando sulle proposte depositate per la cittadinanza cercando di semplificare i lavori dell’iter parlamentare. L’ambasciatore USA in Italia, David Thorne, ha sottolineato il buon lavoro con il governo dell’allora presidente Monti e i buoni rapporti dell’Amministrazione USA da sempre con l’Italia. Il Chairman della Niaf Del Raso, ha richiamato la forte correlazione tra Usa e Italia e l’ottimo contributo che hanno avuto i nostri connazionali per il successo dell’America in tutti i settori. Il presidente dell’American University of Rome” Richard Hodges, ha illustrato i programmi dell’Università e di quanto gli studenti americani a Roma possano trarne vantaggi per il ruolo strategico che Roma rappresenta. Subito dopo i saluti, ha aperto il convegno Mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes. Nel suo intervento ha ricordato come la chiesa è sempre stata a fianco dei nostri emigrati, alle persone, alle famiglie, promuovendo forme di associazionismo e di partecipazione culturale e sociale sin dalla prima emigrazione, e che oggi nel mondo operano oltre 800 sacerdoti e suore nelle 680 Missioni Cattoliche Italiane. Da sette anni la Migrantes pubblica il “Rapporto Italiani nel Mondo”, strumento utile sia dal punto di vista statistico che socio-culturale, economico e pastorale per fare memoria e valorizzare il futuro. Il presidente Niaf, John Viola, ha evidenziato il valore del Niaf, che rappresenta circa 25 milioni di italiani in USA e ha sempre cercato di capire la storia di questi due mondi, di questi due popoli. Ha richiamato ancora una volta la risorsa Italia in USA e l’orgoglio degli americani per tutto ciò che rappresenta l’italianità. L’ambasciatore Giovanni Castellaneta, soffermandosi sull’associazionismo in generale, ha fatto notare come esso sia nato da una parte della chiesa e dall’altra dai sindacati, patronati. Secondo Castellaneta il percorso dell’associazionismo può essere diviso in associazionismo maturo (riguardante la vecchia emigrazione); nuovo associazionismo dei giovani (nuove generazione anche se non parlano italiano) e associazionismo verso i nuovi arrivati (associazionismo di specifiche categorie). Altri interventi (Narducci) hanno sottolineato la necessità di modificare la legge 383/2000, perché in essa venga considerato il contributo del mondo dell’associazionismo in migrazione. Un seminario di grande utilità per l’incontro e il confronto tra protagonisti diversi dell’emigrazione italiani, con la consapevolezza di una stagione nuova, anche sul piano della comunicazione, del mondo dell’associazionismo dei migranti.