IL mare unisce, la terra non divida: il 13 un convegno del Centro Astalli

Roma – Cécile Kyenge, Ministro per l’Integrazione, Miguel Ángel Ayuso Guixot, Segretario Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Hassan Abouyoub, Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, saranno protagonisti del colloquio sulle migrazioni dal titolo “Il mare unisce. La terra non divida”. A moderare l’incontro don Antonio Sciortino, Direttore di “Famiglia Cristiana”. L’evento, organizzato e promosso dal Centro Astalli, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2013, vuole proporre una nuova immagine di Italia: ponte che unisce diverse civiltà e terra che salva chi fugge da guerre e persecuzioni. “Per i rifugiati che arrivano in Italia il Mediterraneo – si legge in una nota – è una barriera d’acqua sterminata, dalla quale è difficile uscire vivi. È l’avanguardia dei nuovi traffici, a partire da quella tratta di esseri umani che Papa Francesco ha definito, di recente, ‘la schiavitù più estesa in questo ventunesimo secolo’. Troppo spesso è un mare di morte, che inghiotte migliaia di persone in fuga nella generale indifferenza”. Da molti secoli il Mediterraneo ha perso la sua centralità geopolitica. Oggi pare ridotto a mare periferico europeo, addirittura a frontiera di una Europa fortezza, luogo di respingimento invece che di accoglienza, di difesa identitaria più che di confronto. “Crediamo che il Mediterraneo debba tornare a essere un patrimonio comune, uno spazio in cui costruire orizzonti di civiltà. In esso l’Italia, non portaerei ma ponte, braccio proteso verso la sponda sud, può riscoprire la sua vocazione specifica” sottolinea P. Giovanni La Manna, Presidente del Centro Astalli: “non basta fermare le stragi di migranti magari bloccando ipocritamente le partenze: bisogna costruire canali umanitari e rendere accessibile, in sicurezza, il diritto d’asilo per chi ne ha bisogno. L’accoglienza non si deve limitare al soddisfacimento di standard minimi dettati dalla burocrazia: anche attraverso il contributo delle culture e delle religioni che sulle sponde di questo mare sono fiorite va riempita di valori, trasformata in ospitalità, condivisione, reciprocità”.