Lodi – Il numero degli stranieri nel lodigiano ha smesso di crescere, anzi nell’ultimo anno 1.600 hanno fatto le valigie. Oggi in provincia si contano 29.400 immigrati: 25.100 sono residenti, 2.400 vivono in altri luoghi e 1.900 gli irregolari. Per quanto riguarda le singole cittadinanze, al primo posto si piazzano ancora una volta i rumeni con 7.200 unità, seguiti a distanza da 3400 albanesi, poi ci sono anche 3100 marocchini. Sono i dati più rilevanti che si leggono nel 13esimo Rapporto sull’immigrazione, presentato a Lodi e nato dalla collaborazione tra Provincia di Lodi, Éupolis, Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità e Fondazione Ismu. “Nel Lodigiano c’è una buona accoglienza e la diminuzione riscontrata anche se significativa – spiega don Antonello Martinenghi, Direttore diocesano di Migrantes – è dovuta a problemi oggettivi legati alla casa e al lavoro, questioni che spingono diversi migranti a rientrare in patria”. La crisi e la difficoltà di trovare un lavoro non hanno risparmiato infatti nemmeno gli stranieri: nel 2012 poco meno di uno straniero su tre è occupato regolarmente a tempo indeterminato. “Nel lodigiano abbiamo dato diverse risposte – afferma Mariano Peviani, assessore provinciale alla cultura e al turismo – e poi c’è molta più solidarietà rispetto al passato”. Nel corso degli anni gli interventi per l’integrazione della popolazione straniera hanno percorso tre direttrici principali: informazione (sportelli stranieri), istruzione e salute. (Giacinto Bosoni)



