Corso formazione Migrantes: aprirsi alla pastorale integrata

Roma – La pastorale etnica seppure rimane una forma iniziale fondamentale e necessaria per creare un ambiente accogliente e familiare per il migrante e la sua famiglia nei primi tempi, deve gradualmente aprirsi alla pastorale integrale e integrata come pastorale d’insieme della chiesa prima di tutto locale”. Lo ha detto questo pomeriggio Aldo Skoda, docente dello Scalabrini International Migration Istitute, intervenendo al corso di formazione per i nuovi operatori pastorali nel mondo delle migrazioni e della mobilità umana, promosso dalla Migrantes e in corso a Roma fino al 28 giugno. Per Skoda le migrazioni politiche, economiche e religiose di singole persone e di intere comunità “non sono un fenomeno marginale che esige risposte di emergenza ma sono divenute un fenomeno strutturale che coinvolge tutte le nazioni ed incide profondamente sulla vita sociale, culturale, religiosa ed economica delle nazioni di partenza e di accoglienza”. Da qui l’importanza di “ripensare” i modelli pastorali attuali ed introdurre “l’idea di comunità di comunità, superando i concetti di territorialità e di etnicità”. Per questo è “indispensabile una formazione specifica per tutti gli operatori pastorali alla mondialità, alla pastorale migratoria e al cammino comunionale per passare da modelli pastorali statici a laboratori di cattolicità nella chiesa locale”. (R.Iaria)