Roma – Prosegue inarrestabile il flusso di profughi a Lampedusa, con centinaia di migranti in fuga da fame e guerre che – quando non vengono ingoiati dal mare – continuano ad arrivare ora dopo ora. L’isola è ormai al collasso. Sono infatti oltre 900 i migranti ospitati nel centro d’accoglienza della maggiore delle isole Pelagie (che ha una capienza massima di circa 300 persone), dopo che 200 profughi sono stati soccorsi dalla Guardia costiera in due distinti interventi nel canale di Sicilia. Nel primo caso l’allarme è stato raccolto dalla centrale operativa di Palermo: una motovedetta ha intercettato quarantacinque miglia a sud di Lampedusa un gommone con a bordo 104 persone: sessantadue uomini, trentasette donne e cinque bimbi, tra cui due neonati. Il secondo avvistamento è avvenuto a un centinaio di miglia a sud-est dell’isola: una nave della Guardia costiera ha intercettato un gommone con novanta persone a bordo, che sono stati poi trasbordati sull’isola.
Anche Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, ha lanciato l’allarme: la settimana scorsa sono arrivati a Lampedusa 1.300 migranti e nei primi sette mesi del 2013 ne sono sbarcati già 12.000.
Numeri nettamente inferiori a quelli del 2011 (quando nei primi sette mesi dell’anno arrivarono 50.000 migranti), ma sempre il 175 per cento in più rispetto all’anno scorso. “Un segnale preoccupante – ha detto un portavoce dell’agenzia dell’Unione europea – tale da richiedere un monitoraggio continuo”. Sulla difficile situazione a Lampedusa è intervenuto anche il commissario Ue agli Affari interni, la svedese Cecilia Malmström. “Spero davvero che tutti gli sforzi intrapresi a livello Ue riducano la pressione su Lampedusa” ha detto il commissario all’Ansa. “Sappiamo molto bene – ha aggiunto – che Lampedusa sta lottando ed è sotto forte pressione, in particolare in questo periodo. Ammiro molto il modo in cui le autorità locali affrontano la situazione e il sostegno degli abitanti dell’isola, ma riconosciamo che non ci si può aspettare che Lampedusa continui tutto questo buon lavoro da sola”.
Ma l’emergenza immigrazione non riguarda solo l’Italia. Altri 111 immigrati soccorsi al largo delle coste libiche sono bloccati a bordo di una nave cisterna, dopo che il Governo di Malta ha impedito al capitano l’attracco nel porto della Valletta. La nave ha soccorso gli immigrati, tra cui quattro bambini, a una cinquantina di miglia dalla costa libica, su richiesta delle autorità italiane. Ma il capitano della nave sostiene che sono stati gli italiani a chiedere l’attracco a Malta. Il Governo maltese ha rifiutato, sostenendo che il porto piu sicuro doveva essere Tripoli. Tre motovedette della marina militare hanno così bloccato l’accesso al porto della capitale alla nave, che ora è ferma in attesa di istruzioni. I quattro bambini sono stati trasbordati e portati in ospedale. (Osservatore Romano)



