Città del Vaticano – La fede non è una cosa privata da tenere come un conto in banca. Papa Francesco, davanti a migliaia di famiglie in Piazza San Pietro parla diretto e chiede: “in che modo noi custodiamo la nostra fede? La teniamo per noi, nella nostra famiglia, come un bene privato, come un conto in banca? O sappiamo condividerla con la testimonianza, con l’accoglienza, con l’apertura agli altri?”. Per Papa Francesco la famiglia è “lievito per la società”. E’ la famiglia che “custodisce” la fede senza arroccarsi ma lasciandosi “provocare dai lontani”; vivere la “gioia” che nasce da un “amore paziente”, come quello di Dio. Arrivavano da tutte le parti del mondo le famiglie: 75 Paesi dei cinque continenti. A Roma si sono ritrovati per il pellegrinaggio delle famiglie per l’Anno della fede. A loro il Papa ha voluto parlare concentrando l’attenzione sul ruolo della famiglia oggi. Venerdì alla plenaria del Pontificio consiglio per la famiglia, sabato e domenica alle famiglie presenti in piazza San Pietro Bergoglio ha riaffermato categoricamente la visone cattolica sulla famiglia, a partire dall’indissolubilità del vincolo matrimoniale e il no all’aborto. E poi l’“accoglienza” e “l’apertura agli altri” senza trascurare la preghiera gli uni per gli altri, tra coniugi, nipoti, figli e nonni, per trovare quella “armonia delle differenze” che vince “gli individualismi” e produce la “gioia della fede”. “Pregate qualche volta in famiglia? Qualcuno sì, lo so. Ma tanti mi dicono: come si fa?, la preghiera è una cosa personale, e poi non c’è mai un momento adatto, tranquillo… Sì, è vero, ma è anche questione di umiltà, di riconoscere che abbiamo bisogno di Dio, come il pubblicano! E ci vuole semplicità! Pregare insieme il ‘Padre nostro’, intorno alla tavola, si può fare. E pregare insieme il Rosario, in famiglia, è molto bello, dà tanta forza! E pregare l’uno per l’altro!”, i consigli del Papa. Per il Papa la gioia vera che si gusta nella famiglia non è qualcosa di superficiale, non viene dalle cose, dalle circostanze favorevoli. La gioia vera viene da “un’armonia profonda tra le persone, che tutti sentono nel cuore, e che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita”. E alla base di tutto c’è l’amore e “se manca l’amore di Dio, anche la famiglia perde l’armonia, prevalgono gli individualismi, e si spegne la gioia. Invece la famiglia che vive la gioia della fede la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per la società”. Nella due giorni delle famiglie l’icona scelta è stata quella della Presentazione di Gesù al tempio. Una icona che piace molto a papa Bergoglio perché mette al centro l’intreccio di tre generazioni. Da una parte gli anziani Simeone e Anna che “rappresentano la fede come memoria”. Poi Maria e Giuseppe che incarnano la “famiglia santificata dalla presenza di Gesù”. E poi Gesù. E davanti alla Santa Famiglia, ha pregato perché renda le famiglie “cenacoli di preghiera e piccole chiese domestiche” e ridesti “nella nostra società la consapevolezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia, bene inestimabile e insostituibile”. Sabato e domenica in Piazza San Pietro tante anche le famiglie migranti. Non sono mancati una serie di esibizioni di artisti del circo, lo spettacolo per eccellenza rivolto alle famiglie con sette performance, dislocate in altrettanti punti di Piazza San Pietro, di artisti di diversi circhi. E poi molte famiglie immigrate e rifugiate, con circa 500 minori accompagnati da diversi direttori Migrantes provenienti dalla diocesi italiane. (Raffaele Iaria)



