Citta’  del Vaticano – “Nell’umile segno del Pane e del Vino il Signore Gesu’ si consegna a noi per sempre e ci da  la forza di vincere l’indifferenza: uniamo i nostri sforzi cominciando dalla verita’  profonda di questa preghiera per essere decisi nell’aiuto e pronti per quanto possibile a prevenire le tragedie onde evitare che la notte scenda troppo spesso sugli innocenti e gli indifesi”. Cosi’ il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha voluto rivolgere il suo pensiero alle vittime della strage di Lampedusa. Il porporato, questa mattina, ha presieduto una celebrazione eucaristica nelle Grotte della basilica vaticana. Insieme con lui – riferisce l’Osservatore Romano – i vescovi di rito alessandrino Geâez provenienti dall’Etiopia e dall’Eritrea, arcivescovi e vescovi delle Marche i quali trovandosi a Roma hanno chiesto di concelebrare la messa. Erano poi presenti anche l’ambasciatore di Francia presso la Santa Sede e quello di Etiopia presso l’Italia, i superiori e gli officiali della Congregazione e la comunità  del Pontificio Collegio Etiopico che accoglie in Vaticano i sacerdoti etiopi ed eritrei che stanno compiendo i loro studi a Roma. Nell’omelia il cardinale Sandri, dopo aver ricordato che Dio “ai figli dona il silenzio del suo Cristo raccolto nella immolazione della croce”, quel silenzio “coerentemente convincente perche’ la prova assoluta della sua fedelta’”, è  tornato con il pensiero a uno dei numerosi appelli alla preghiera lanciati da Papa Francesco in suffragio delle vittime della tragedia, in particolare quello all’ Angelus della scorsa domenica, quando ha chiesto di pregare  tutti in silenzio per questi fratelli e sorelle lasciando piangere il nostro cuore. I presuli orientali hanno poi partecipato all’udienza generale per unirsi alla preghiera di Papa Francesco per quanti hanno perso la vita nel Mediterraneo e per le famiglie che li piangono.



