Lampedusa – “Nonostante la buona volontà di chi gestisce e accoglie, il centro è oggi inadatto per quasi mille persone”. Lo afferma il Direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Giancarlo Perego dopo aver visitato, insieme ad una delegazione Migrantes e Caritas l’hangar dove sono allineate le bare e il centro di prima accoglienza constatando di persona le condizioni in cui vivono i sopravvissuti. Il centro ospita oltre 900 persone, quasi un quarto minori. Per 202 bambini c’è un solo bagno disponibile, vi sono tre bambini siriani con disabilità gravi e sono ancora in piedi gli scheletri dei padiglioni degli edifici bruciati due anni fa durante una rivolta dei tunisini. Nel centro vivono oggi 490 siriani, la maggioranza, e 190 palestinesi, “segno che la crisi siriana è esplosa e la stiamo sottovalutando. È urgente – aggiunge mons. Perego – dare un alloggio alle famiglie, ripensando in prospettiva la collocazione del centro nell’isola”. Per il Presidente della Fondazione Migrantes, l’arcivescovo di Agrigento mons. Francesco Montenegro, sono assurdi gli avvisi di garanzia ai superstiti per il reato di immigrazione clandestina, aggiunto dal pacchetto sicurezza del 2009 alla Bossi-Fini. “Il problema non è misurare quanta responsabilità della politica vi sia in una simile tragedia. È evidente che, se succede una cosa simile, qualcosa non funziona. La legge non funziona. Non sono un tecnico, ma un uomo di fede e non tocca a me fare le leggi. Certo, la soluzione non può essere il respingimento perché non si ferma la storia, come non si ferma il vento. Questo è un esodo biblico di gente che vuole vivere. Non è giusto che per vivere si diventi colpevoli e rei”. Da ieri sull’isola mons. Montenegro e mons. Perego stanno partecipando ad un incontro con le Caritas siciliane. Con loro anche don Francesco Soddu, Direttore di Caritas Italiana e il responsabile Immigrazione Oliviero Forti. Ieri sera è arrivato anche il Cardinale di Palermo, Paolo Romeo. (R.I.)



