La comunità ucraina a Belluno-Feltre: una “Quaresima aggiuntiva” per la pace in madrepatria

Belluno – Una “Quaresima aggiuntiva” di preghiera e di digiuno per la pace in Ucraina. È quanto sta vivendo in questi giorni la comunità ucraina di Belluno-Feltre, guidata dal cappellano, padre Yuriy Khodan, che con i gruppi di Belluno e di Feltre segue altre quattro comunità in Veneto (San Donà di Piave, Conegliano, Vittorio Veneto e Montebelluna). “Fin dallo scoppiare della rivolta – dice padre Khodan, che è ora cappellano etnico per gli ucraini di Belluno-Feltre – le comunità si sono attivate e mi hanno chiesto che cosa possiamo fare. La prima iniziativa è quella della preghiera: ogni sera, alle 21, nelle loro case i fedeli ucraini si raccolgono in preghiera per la pace”. “Inoltre, nelle comunità, dove mi reco, ho chiesto se qualcuno volesse fare digiuno: molti acconsentono, compatibilmente con la loro situazione lavorativa e fanno il digiuno senza carne, latte e formaggi (la tradizione liturgica orientale prevede diversi tipi di digiuni, dei quali quello più severo è a pane e acqua, ndr): la comunità di Belluno fa digiuno il lunedì e quella di Feltre il giovedì: è come anticipare la Quaresima, è una Quaresima aggiuntiva nelle nostre comunità”. Infine, “dopo le celebrazioni liturgiche, ho aggiunto la preghiera funebre della Panachida, per tutte le vittime ucraine”. Questa preghiera si terrà anche nelle due celebrazioni di sabato e domenica prossimi a Belluno, che inizieranno alle 11 nella cappella “San Martino” del Centro congressi “Giovanni XXIII”. “Quello a cui più ci teniamo – dice padre Khodan – è l’unione nella preghiera quotidiana, alle 21, che ognuno può fare nelle sue case per la pace dell’Ucraina: invito i Bellunesi-Feltrini a unirsi a questa iniziativa”. “Finora – dice padre Khodan – non ci sono vittime tra le famiglie degli Ucraini bellunesi; tutti però si sentono coinvolti e si sono attivati per le famiglie delle vittime anche con una raccolta di fondi”.