Australia: il Vangelo che sa d’Italia

Sydney – Il St. John’s College dell’Università statale di Sydney ha offerto la cornice per l’assemblea della Federazione cattolica Italiana, associazione laicale espressione dei nostri emigrati e dell’impegno missionario degli Scalabriniani, nata in Australia nel 1960 in uno scantinato della canonica di Fitzroy, sobborgo di Melbourne. Gli 800 membri, presenti in tre diversi Stati australiani (Queensland, Victoria e New South Wales), hanno dato vita al 32° congresso convocato per elaborare un piano di lavoro e valutare lo stato di salute delle varie sezioni. Un vero e proprio “esame di coscienza” che ha costituito una novità richiesta dai tempi. Oggi infatti in Australia l’associazionismo in genere – quello cattolico non fa eccezione – segna il passo, quando addirittura non è costretto ad abbandonare luoghi e situazioni che ha sempre difeso strenuamente. L’assemblea ha deciso di rinforzare la coesione interna ricorrendo alla figura di un coordinatore nazionale che garantisca una maggiore visibilità e risponda a una preoccupazione precisa: in una società molto secolarizzata come l’Australia la testimonianza cristiana, accompagnata da azioni concrete, deve puntare a mettere in evidenza la matrice cristiana e scalabriniana dell’associazione, ambedue fondamentali per non perdere un’eredità storica e accettare al contempo i nuovi impulsi di questo tempo. Una sfida accolta e rilanciata con coraggio dai congressisti, che vivono con coerenza di spirito un’ammirevole fedeltà alla Chiesa. I membri della Federazione hanno rivolto come sempre lo sguardo ai numerosi italiani approdati in Australia non solo negli anni ’50 e ’60 ma anche oggi: la storia ha infatti aperto l’orizzonte agli italiani e a nuove anche se numericamente più modeste comunità etniche che si sono insediate in questo enorme Paese. La comunità di chi è nato in Italia (220mila) e degli oriundi (quasi un milione) ha tutt’ora necessità di lievito evangelico, considerando che fra i figli dei migranti italiani serpeggia un diffuso senso di indifferenza religiosa e si allarga l’abbandono della pratica religiosa. L’assemblea dunque ha rilanciato lo spirito evangelizzatore della Federazione, a partire dalla testimonianza cristiana delle sezioni locali, sempre ispirata dalle comuni radici italiane del laicato cattolico assistito dalla presenza scalabriniana. (Tony Paganoni – Avvenire)