Kyenge: più tempo per figli italiani all’estero

Roma – “In Italia c’è un milione di bambini senza cittadinanza italiana, 750 mila di questi vanno a scuola. Non è giusto che debbano aspettare di compiere 18 anni per diventare italiani, quando il loro percorso scolastico è ormai concluso, questo dovrebbe avvenire all’inizio del percorso di studi. Le norme sulla cittadinanza vanno cambiate, infatti risalgono ad una legge del 1992, quando gli immigrati erano 1,2 milioni mentre ora sono quasi 5 milioni”. Lo ha detto il ministro per l’Integrazione, Cécile Kyenge, nel corso di una lectio magistralis all’Università americana di Roma. “La legge italiana sulla cittadinanza – ha chiarito la ministra agli studenti – si basa sul diritto di sangue, cioè è italiano chi nasce da genitori italiani. Per chi nasce all’estero, le richieste di cittadinanza vanno fatte presso le ambasciate o i consolati e le risposte, finora, dovevano arrivare entro 90 giorni. Da poche settimane questo tempo è stato portato a due anni, anche per poter esaminare più attentamente le richieste, anche se la novità non è ancora entrata in vigore. Due anni è il tempo minimo di attesa per avere la cittadinanza italiana per gli immigrati – ha concluso – ora abbiamo equiparato i tempi”.