Roma – Aiutare al più presto l’Ucraina. L’appello è arrivato oggi dall’arcivescovo maggiore di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, durante una conferenza stampa. “In questo momento — ha detto il presule — abbiamo bisogno di solidarietà, non solo umana ma anche diplomatica. L’Europa non deve difendersi ed avere paura degli ucraini respingendoli alle frontiere, poiché i nostri giovani stanno costruendo in Ucraina l’Europa”. Per l’arcivescovo il popolo “era sceso in piazza per chiedere libertà e democrazia. I violenti scontri sono stati provocati dall’uso sproporzionato della forza da parte della polizia. Non ce n’era bisogno”. E commentando la presenza di fedeli nelle piazze della protesta l’arcivescovo Shevchuk ha detto che questa era una presenza “ricca di sani valori”. “Le nostre giornate di protesta — ha ricordato — iniziavano sempre con una preghiera ecumenica e interreligiosa e una celebrazione liturgica. Nella piazza c’erano dei camper all’interno dei quali ci si poteva confessare e la fila delle persone in attesa era lunga. Prima dei violenti scontri degli ultimi giorni, che hanno provocato oltre un centinaio di vittime, in piazza si respirava un clima di gioia e di voglia di libertà”.



