Palermo – Oltre duecento ragazzi stranieri ammassati nel palazzetto dello sport di Augusta, senza coperte né abiti pesanti a sufficienza, esposti al freddo e all’umidità. Sono raddoppiati in pochi giorni gli ospiti del Palajonio, la tensostruttura messa a disposizione dei minori non accompagnati che arrivano assieme agli adulti nel porto dopo essere stati messi in salvo in alto mare. Ciò che era stato previsto tre giorni fa sulle pagine di Avvenire da volontari e sacerdoti impegnati nell’accoglienza si è puntualmente verificato: gli sbarchi assistititi sono continuati, i minori stranieri da settimane ospiti al Palajonio sono ancora lì, in condizioni igieniche difficili e in poche ore se ne sono aggiunti altri 173. “Non abbiamo più coperte e giubbotti. Abbiamo esaurito le scorte delle nostre parrocchie. Non sappiamo come fare – lancia l’allarme don Angelo Saraceno, direttore dell’Ufficio regionale per i Problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Siciliana, ma anche parroco di Santa Lucia . Abbiamo deciso di far sentire forte la voce delle nostre comunità contro questa situazione che sta diventando drammatica”. L’onere di trovare una soluzione spetta al Comune – commissariato e sull’orlo del crack – perché la legge prevede che l’amministrazione del luogo di arrivo si faccia carico dei minori non accompagnati. “Al Palajonio c’erano ancora 57 ragazzi dei precedenti sbarchi – spiega il commissario prefettizio Maria Carmela Librizzi – . Venerdì ne sono arrivati 127 e sabato altri 46. Abbiamo distribuito l’abbigliamento che la prefettura di Siracusa ha messo a disposizione e abbiamo organizzato un piano di trasferimenti: 80 giovani, tra cui le ragazze, di cui due sono incinta, saranno trasferiti alla comunità Forza della vita di Portopalo. Altri 20 andranno in un centro di Floridia e 20 a Priolo. Ne resteranno un centinaio, per i quali cercheremo una sistemazione”. Si leva la voce anche di Legambiente: “Mentre pare ci sia stato l’allontanamento spontaneo di decine di minori (fatto preoccupante), altri circolano per la città. Questo rischia di compromettere il clima di solidarietà che Augusta ha finora manifestato”. (A. Turrisi – Avvenire)



