Roma – “La comunità cattolica è una piccolissima minoranza per cui sentire che il Papa è preoccupato per il futuro del nostro Paese, è importante. È la voce del Papa per noi”. A esprimere il grazie della piccola comunità cattolica a Papa Francesco per l’appello alla pace e alla concordia lanciato ieri all’Angelus è padre Krzysztof Kontek, vicario generale della diocesi di Odessa-Simferopoli. “Stiamo vivendo una situazione di sospensione – racconta al Sir padre Kontek – perché la situazione qui non è chiara. Molte persone hanno paura per come potrà evolvere la situazione. La paura della guerra è presente anche perché la reazione internazionale non è stata così forte come qui la gente si sarebbe aspettata. Non sappiamo davvero cosa accadrà nell’immediato futuro. Nel frattempo la vita sta scorrendo abbastanza normale. Le scuole sono aperte. Ho parlato con il vescovo ausiliare di Simperopoli che ci ha detto che ci sono le truppe nelle strade ma tutto sembra scorrere normalmente. Non ci sono spari, né combattimenti”. Secondo il sacerdote, “la situazione ucraina non potrà essere risolta senza la comunità internazionale”. “È vero che molte persone in Crimea vogliono tornare alla Russia, sebbene non tutti. Ma quello che stiamo vedendo è che sono entrate truppe con le armi in Crimea, in un Paese indipendente. E questa condotta è completamente contro ogni regola di condotta internazionale. La Crimea – aggiunge – ha il diritto di determinare autonomamente a chi appartenere nel suo futuro. Ma non di deciderlo con una guerra ma solo procedendo su una strada democratica. E se ci dovrà essere un referendum, noi riteniamo comunque necessaria la supervisione della comunità internazionale per un voto libero e democratico”.



