Roma – Ci saranno anche Luca Barbareschi e Giorgio Pasotti alla Partita dell’Accoglienza in programma a Catania il prossimo 11 aprile allo Stadio Massimino. Insieme ai catanesi Bruno Torrisi e Francesco Giuffrida, a Andrea Montovoli, Fabrizio Rocca, Vittorio Emanuele Propizio, Franco Oppini. Sarà una festa per tutte le età, aperta da un mini torneo con centinaia di bambini organizzato dalla FIGC questa amichevole di beneficenza che vedrà incontrarsi sul campo la Nazionale Attori e l’ASD Cara Mineo, squadra di giovani calciatori richiedenti asilo che milita in terza categoria e che ha catalizzato negli ultimi mesi l’attenzione della stampa nazionale ed estera. Organizzato dalla Fondazione Integra servizi alla persona Onlus con il patrocinio del Comune e della Provincia di Catania, del Consorzio Calatino Terra d’Accoglienza, della Legacoop e della Compagnia delle Opere, l’evento prevede anche l’esibizione su un palco a bordo campo di artisti locali e nazionali, per invitare alla sensibilizzazione sui temi dell’accoglienza, dell’immigrazione e di una società sempre più multietnica e priva di barriere. “Un calcio per abbattere le barriere” è infatti lo slogan che campeggia sul manifesto della Partita, insieme ai volti del cantante Francesco Sarcina (che porterà il suo ultimo brano sentito a Sanremo oltre qualche vecchio successo delle Vibrazioni), della giovane rapper Baby K già madrina della manifestazione alla Camera dei Deputati, di due famose Iene televisive (il Moralizzatore e il Twerkatore), del cantante neomelodico Tony Colombo e del giovane Tony Maiello vincitore 4 anni fa a Sanremo tra le giovani proposte. Ma ci saranno anche la band catanese dei Poka prossima al lancio del primo album, Davide Finocchiaro con i Soul Medicine a contrappuntare le presentazioni e le esibizioni, e la giovanissima Giuliana Cascone, già star di programmi come “Ti lascio una canzone” e “Io canto”. Presenta Flaminia Belfiore, volto televisivo notissimo a Catania e provincia. Il ricavato della partita servirà a finanziare un centro di prima accoglienza per minori rifugiati non accompagnati, che “in questa continua emergenza – dice Salvo Calì, presidente della Fondazione – sono i soggetti a maggior rischio e quelli meno tutelati”.



