Integrazione a suon di musica grazie al coro Migrantes di Messina

Preghiera e musica. Calore e colori. Questi i quattro “ingredienti” vincenti dell’iniziativa promossa dall’Ufficio diocesano Migrantes di Messina, diretto dal diacono Santino Tornesi, all’interno del Centro di prima accoglienza per richiedenti asilo della città dello Stretto, allestito nell’impianto sportivo “Primo Nebiolo” di proprietà dell’Università, dove dallo scorso ottobre vengono ospitati i migranti sbarcati ad Augusta o a Pozzallo. Il coro “Migrantes” dell’Ufficio, diretto dal maestro senegalese Dieudonnè Badji, ha animato il momento della messa celebrata all’interno della struttura per un gruppo di ragazzi appartenenti alla religione cattolica, accompagnandone ogni passaggio con alcune delle più importanti melodie africane. Un linguaggio universale, quello della musica, che ha consentito ai giovani migranti, in attesa di essere trasferiti in altro Centro, di conoscere un altro volto dell’accoglienza: fatto non solo da un pasto caldo e da un letto, ma dal desiderio di abbracciare e stringere la mano del fratello che siede accanto. Senza distinzione di ruoli, colori, razze, appartenenze. A prendere parte all’iniziativa, sono stati infatti anche i rappresentanti dell’ente gestore del Centro, il consorzio “Senis Hospes”. Un momento di vicinanza che ha contraddistinto l’altrimenti anonima quotidianità di luoghi in cui il tempo scorre quasi senza differenza tra mattina e sera, e le giornate volano via nel silenzio e nell’indifferenza di una collettività che anziché andare incontro all’altro, in un rapporto di reciproca prossimità, finisce per ignorarlo, se non addirittura respingerlo. La “visita” del Coro Migrantes al “Primo Nebiolo” ha aiutato i ragazzi a vivere un momento di vera serenità: hanno preso parte al breve ma intenso momento di festa, facendo probabilmente un salto indietro nel tempo e ripensando ai propri affetti e alla cara terra africana abbandonata non solo per migliorare il presente ma soprattutto per poter provare ad immaginare un futuro. Quella appena descritta non è stata e non sarà l’unica iniziativa che l’Ufficio Migrantes intende attuare nel Cpa di Messina: l’universale linguaggio della musica consentirà ancora di promuovere un’accoglienza che oltre ad essere “materiale”, sarà umana e spirituale. (Elena De Pasquale Ufficio Migrantes Messina)