Roma – Gli uffici Migrantes e Caritas della diocesi di Roma e i Missionari Scalabriniani, in collaborazione con il Comune di Roma, la Regione Lazio, le comunità etniche della città di Roma daranno vita, domenica 18 maggio, nella Basilica e nella Piazza di S. Giovanni in Laterano a Roma alla XXIII edizione della Festa dei Popoli. “Il lungo cammino percorso attraverso la Festa, giunta alla XXIII edizione – spiega padre Gaetano Saracino – rivela l’importanza pastorale ed ecclesiale delle comunità migranti nella Diocesi ed il loro significativo radicamento nell’intera città di Roma. Il carattere estremamente prudente ed intelligente della festa rivela come essa sia nata per unire le diversità indicando una prospettiva nel segno dell’accoglienza”. L’identità della Festa è l’accoglienza che Roma fa nella cattedrale e nella piazza più significativa; la sua principale caratteristica è la ricchezza espressa a vario titolo. Una ricchezza del genere può essere quello sguardo saggio che penetra ambiti come la giustizia, la legalità e la convivenza civile, teso ad arricchire le differenti esigenze delle persone coinvolte. “Può essere delusa l’aspettativa che vuole affrontata la questione immigrazione in riferimento alle problematiche sociali, economiche o anche interculturali e interreligiose”, aggiunge p. Saracino: “serve dare una prospettiva nel segno dell’accoglienza. L’immagine dell’accoglienza declinata verso chi la fa e chi la riceve, non ha solo un messaggio da offrire ma è essa stessa un cammino, un segno che risponde ad esigenze comuni perché nasce nel contesto ecclesiale, che non ha confini, e si radica nell’intera comunità civile; si esprime con uno stile unitivo ed abbraccia tutti gli uomini di buona volontà che vedono nelle migrazioni, e non, nonostante le migrazioni, un progetto provvidenziale di unità di tutto il genere umano”.



